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SANITA'

Nuove macchine e tecnologie: è il rilancio Post Covid. "Rovigo non è più la Cenerentola"

Il presidente della Regione Luca Zaia a Rovigo per una doppia inaugurazione di nuovi dispositivi in ospedale

08/06/2021 - 13:41

La battaglia contro il coronavirus non è ancora vinta, ma la luce si vede, ormai. Ed è il momento di pensare al rilancio in grande stile della sanità pubblica del Veneto. Un piano nel quale Rovigo e il Polesine non reciteranno un ruolo marginale, tutt'altro. "Rovigo non è la Cenerentola del Veneto e proprio qui ci saranno investimenti molto importanti", ha infatti ribadito il presidente della Regione Luca Zaia, a Rovigo, all'ospedale Santa Maria della Misericordia, per inaugurare due importanti dispositivi che sanciscono, appunto l'avvio di questo percorso di rinnascita, rinnovamento, implementazione delle dotazioni e delle risorse della sanità pubblica. L'acceleratore lineare per il reparto di radiologia e sala operatoria ibrida. Strutture all'avanguardia e, a loro volta, un'avanguardia di quanto arriverà nel futuro prossimo.

L'acceleratore è un dispositivo avanzatissimo per la lotta ai tumori tramite radioterapia, associata o meno ad altri trattamenti come quello chemioterapico e quello chirurgico. Il dispositivo produre raggi concentrati con precisione assoluta e ha sensori in grado di settarsi sulle oscillazioni prodotte dal respiro mantenendo "agganciato" il proprio "obbiettivo". La sala ibrida, invece, è una sala per la chirurgia vascolare, che associa a un letto operatorio mobile un angiografo di ultima generazione ,permettendo quindi di operare in modo mircroinvasivo con la massima precisione

Una mattinata in Polesine, per il governatore, al fianco del direttore generale dell'Ulss 5 Polesana Patrizia Simionato, alla quale spetta il ruolo chiave di chiudere la pagina Covid e avviare quella del rilancio, che passerà attraverso miglioramenti e ammodernamenti degli ospedali, ma anche attraverso un massiccio piano di assunzioni. Una prospettiva alla quale si può guardare con fiducia e serenità alla luce dei numeri delle vaccinazioni, che paiono ormai non lontani dal raggiungimento della auspicata immunità di gregge, come spiegato dal governatore nel punto stampa all'auditorium dell'ospedale.

"Si diceva 'Rovigo è dimenticata, Rovigo non funziona, siamo la periferia dell'impero'. Ma vi assicuro che se vedeste la lista degli investimenti che stiamo facendo, vi rendereste conto di come il Polesine sia nettamente sopra la media di quanto stiamo facendo in giro per il Veneto".  Presenti anche gli assessori regionali Manuela Lanzarin e Cristiano Corazzari e le due consigliere regionali del Polesine Laura Cestari e Simona Bisaglia. Il tutto attendendo una data fondamentale, quella di giovedì, quando verrà presentato il piano di sanitò pubblica.

"E' un passaggio fondamentale - ha proseguito Zaia - perché la sanità in Veneto è qualcosa di grande: parliamo di 68 ospedali, eroghiamo 80 milioni di prestazioni all'anno, accogliamo 2 milioni di persone all'anno nei pronti soccorsi, con 54mila dipendenti e 3500 medici di base.  I due interventi di oggi in Polesine valgono oltre 5 milioni, ne investiremo oltre 87 in arrivo. Non promesse, ma opere che sono già in corso, con una visione della sanitò che deve portare al futuro".

"Il Covid ha accelerato questo processo - ha detto il presidente della Regione - Il Covid ci ha indirizzato verso un approccio alla sanità che sarà diverso. Non possiamo pensare a una sanità senza medici, senza infermieri, senza oss e senza personale, ma cambieranno profondamente gli strumenti, perché la evoluzione delle nuove tecnologie è costante e ha ricevuto un nuovo impulso".

L'orientamento della sanità veneta sarà quello di ridurre i tempi di ospedalizzazione. "Può apparire un controsenso - ha detto il presidente della Regione - In tanti pensano ancora che un ospedale possente sia un ospedale con tanti posti letto, mentre un ospedale del futuro è un ospedale senza letto, ma con cure estremamente performanti".

Un passaggio sui vaccini, poi: "Abbiamo vaccinato il 97% di ha più di 80 anni, il 90,7% di chi ha oltre 70 anni, 84% di chi ha oltre 60 anni: vi ricordo che l'immunità di gregge è tra il 65 e il 70%, il 71,4% di chi ha oltre 50 anni. Da ieri, chi ha oltre 60 anni può presentarsi in qualunque centro vaccinale del territorio, senza prenotazione e può fare la propria vaccinazione con una dose sola di Jonhson e Johnson". Ad oggi sono stati fatti tre milioni di dosi, per un milione di cicli di immunizzazione completati. 

"Abbiamo ragionevoli ragioni di pensare di chiudere questa partita per agosto. Noi oggi siamo la prima grande Regione in zona bianca - ha proseguito Zaia - dopo di che siamo già pronti per la terza dose, per la sovrapposizione della vaccinazione anti influenzale e Covid, che faremo in contemporanea. I vaccini rimarrano su base volontaria".

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