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IL CASO

Biometano, Munari al contrattacco

“Il sindaco Tommasi ha lasciato due volte dormire il progetto nel cassetto e mistifica la realtà: la minoranza votò contro”

Biometano, Munari al contrattacco

24/09/2021 - 08:15

Per una volta Tommasi faccia il sindaco veramente, riscatti questi suoi 10 anni da amministratore inadeguato e scelga dei validi consulenti a supporto del dirigente comunale per redigere un’istruttoria che dimostri la contrarietà all’impianto di biometano nel sito di Ca’ Venier”. E’ il candidato sindaco di centrodestra, Pierfrancesco Munari, a replicare in merito alle affermazioni esternate qualche giorno fa dal sindaco Henri Tommasi circa l’impianto a biometano previsto a Ca’ Venier, progetto per il quale il primo cittadino si è dichiarato contrario.

Il primo progetto fu presentato a metà aprile 2020, il sindaco e l’intera giunta lo lasciarono dormire in un cassetto fino a novembre - fa presente Munari - nonostante più volte pubblicamente la minoranza avesse scritto chiedendo notizie sulla esistenza di questo progetto, unitamente al partito di Sinistra italiana; mai nessuna risposta dal sindaco Tommasi, dal vicesindaco Paolo Fontolan, tanto meno dagli assessori Cinzia Frezzato e Catia Paparella. Solo quando dalla Regione arrivò la convocazione per la conferenza di servizi, il sindaco fu costretto a informare i consiglieri comunali. Tant’è che a metà dicembre 2020 si tenne una commissione consiliare in cui fu presentato il progetto, 8 mesi dopo il deposito dello stesso”.

“Fu in quella occasione - ricorda Munari - che la minoranza chiese a gran voce al sindaco Tommasi, agli assessori e ai consiglieri comunali di maggioranza Fabrizio Bergantin, Chiara Tasso e Lisa Armarolli, componenti di commissione, di impegnarsi urgentemente a sostenere il dirigente tecnico comunale preposto alla redazione del parere sull’impianto di biometano con degli esperti tecnici e giuridico-ambientali esterni, ma tale richiesta non venne presa in considerazione. Nel frattempo la ditta proponente ha potuto verificare le sole obiezioni tecniche fatte dal Comune, oltre a visionare i pareri dei vari enti preposti ad esprimersi, e, a quanto sostiene il sindaco Tommasi, ha sistemato il progetto e ha richiesto l’autorizzazione per la seconda volta”.

“Dai dati in nostro possesso la ditta ha inviato in Comune il nuovo progetto ancora il 19 agosto 2021, ma sindaco e vicesindaco Fontolan non hanno ritenuto di fornire alla minoranza la documentazione - sottolinea Munari - è passato invano un mese e l’inutilmente polemico sindaco Tommasi per coprire le mancanze sue, dell’intera giunta e della maggioranza, polemizza a distanza con i consiglieri comunali di minoranza raccontando bugie, piuttosto che lavorare e incaricare consulenti tecnici e giuridico-ambientali che possano argomentare specificatamente sul punto”.

“Quanto alla forma, invece, è doveroso evidenziare come un sindaco non dovrebbe usare l’effige comunale e la propria carica per la propaganda politica a favore del proprio vicesindaco, contravvenendo ad ogni più elementare regola istituzionale - prosegue Munari - ma non ci meravigliamo più di tanto, visto che lui stesso ha abituato i cittadini di Cavarzere a cose ben peggiori dell’uso personale della carica ricoperta”. “Detto ciò - conclude Munari -deve essere ben chiaro che tutti i consiglieri comunali di minoranza presenti all’unico consiglio comunale (convocato con notevole ritardo all’adunanza del 26 marzo 2021) in cui si è votato un documento, si sono espressi contro questo impianto. Di fatto, con questo comportamento, il sindaco Tommasi e l’intera giunta e maggioranza di sinistra che glielo permettono, non fanno altro che agevolare chi ha proposto questo impianto. Fingono di stracciarsi le vesti a parole, ma nei fatti la tattica subdola e suicida adottata dal sindaco Tommasi favorisce la ditta proponente”.

Il sindaco Tommasi, peraltro, ha confermato la sua presenza alla conferenza regionale del prossimo 27 settembre per portare il suo fermo “no” al progetto. “Il sindaco porti prima di questa data in consiglio comunale, in presenza, questa istruttoria contraria e un nuovo ordine del giorno da condividere e vedrà che l’intera minoranza, per la seconda volta, voterà contro a questo impianto in quel sito. Se questo non avverrà, i cittadini sapranno di chi è la colpa” conclude Munari.

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