you reporter

Economia

“Consumi in aumento, si riparte!”

“Lavoriamo con centinaia di aziende della Grande distribuzione in tutto il Nord Italia, e anche oltre”

“Consumi in aumento, si riparte!”

13/11/2021 - 20:54

Veneta Pesca è senza dubbio un’eccellenza ed un punto di riferimento all’interno del Distretto ittico di Rovigo, con centinaia di imprese e migliaia di addetti occupati. Un Distretto, e un’eccellenza, che meritano di essere raccontati. Luca Zavarin è il presidente di Veneta Pesca, e tocca a lui il compito di raccontare la sua impresa.

Presidente, partiamo dalla vostra storia?

“La nostra storia inizia nell’oramai lontano 1972, e dunque il prossimo anno festeggeremo i 50 anni di attività. Veneta Pesca e la sorella TFP, che si occupa di logistica e trasporti, sono nate dall’esperienza e dall’unione di due nuclei famigliari che da sempre lavorano nel settore ittico: la famiglia Zavarin e la famiglia Cattin”.

Tornando al presente, come avete vissuto il periodo della pandemia e soprattutto come vede i prossimi mesi?

“Sono stati anche per noi mesi davvero molto duri: molti di noi, compreso io e mio padre ultraottantenne, siamo stati contagiati e siamo finiti in quarantena. Non è stato facile coordinare i lavori da casa, ma ci siamo organizzati dandoci come priorità la messa in sicurezza dei dipendenti e di tutte le persone che lavorano da noi. Devo dire che ci siamo riusciti, e oggi finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo. Per i prossimi mesi, poi, i segnali sono sicuramente positivi: il nostro personale è tutto vaccinato, i consumi sono in aumento e come sempre sono ottimista”.

In quella che è la filiera produttiva, dal pescatore che esce in mare fino al prodotto doc che troviamo nei supermercati o al ristorante, dove si posiziona un’azienda come la Veneta Pesca?

“La filiera deve valorizzare il prodotto, quindi selezionarlo e garantirne la provenienza; deve poi tracciare tutti i processi di conservazione, smistare, confezionare… Un’attenzione particolare va data alla refrigerazione e deve essere garantito il trasporto in tempi brevi. Per fare queste operazioni, che potrebbero sembrare “relativamente” semplici se parliamo di qualche chilo di pesce, servono tecnologie, logistica, personale formato, mezzi e risorse. Calcoli che in un mese solo da noi passano tonnellate di pesce azzurro, vongole, cozze, anguille...”.

Come siete organizzati al vostro interno? Quante persone sono impiegate tra dipendenti diretti e collaboratori?

“I nostri stabilimenti di Porto Viro complessivamente occupano 17mila metri di superficie e coinvolgiamo tra addetti, dipendenti e indotto più di cento persone. Calcoli, come dicevo all’inizio, che siamo anche soci di TFP, azienda di trasporti refrigerati su tutto il territorio nazionale, quindi se inseriamo i molti autisti che lavorano con noi il numero è decisamente importante”.

Riassumendo, il pesce che troviamo nei banchi dei supermercati, nelle pescherie e nei ristoranti in gran parte d’Italia passa da Veneta Pesca. Quante zone d’Italia servite?

“Lavoriamo con le più impostanti aziende della Grande Distribuzione Organizzata in tutto il nord Italia, ma spesso anche in altre regioni. Mi piacerebbe capire su quanti punti vendita finali arriviamo, ma è decisamente impossibile. Saranno diverse centinaia”.

È vero che all’interno di questo distretto ittico c’è una forte collaborazione tra le aziende anche dello stesso settore?

“E’ vero, ed è un valore aggiunto del distretto che andrebbe rafforzato. A volte capita che un collega abbia la necessità di fornire con urgenza un cliente, e magari non ha la materia prima: in quel caso si fa squadra e lo si fornisce. E’ una collaborazione che va a vantaggio di tutti”.

Anche lei, come molti suoi colleghi di altre grandi aziende, partecipa direttamente ai vari mercati ittici già dalle 4 del mattino?

“Certamente! Così facendo abbiamo sempre il polso del mercato. È dura, ma ci si abitua”.

Ci racconta la sua visione per i prossimi 5 anni? Come vede Veneta Pesca nel 2026? E il distretto ittico del Polesine?

“Per Veneta Pesca e TFP vedo un passaggio generazionale, un tema complesso per tutte le aziende, anche se strutturate. C’è questo passaggio da gestire che incrocia nuove competenze (la maggior parte dei giovani studia ed ha un’ottima preparazione) con l’esperienza e la ‘saggezza’ dei padri fondatori. Per il distretto, per i colleghi e per i diversi addetti, credo che la sfida sia la stessa: se riusciremo mettere insieme tutte queste esperienze, diventeremo ancora più competitivi, pronti ad affrontare nuovi mercati e la forte concorrenza dall’estero”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl