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ROVIGO

Il Cristo morto (e risorto) in Cittadella

Ieri l’inaugurazione. Zerbinati: “Artista fuori dagli schemi”. Fasiol (Ulss 5): “Un orgoglio per noi”

Il Cristo morto (e risorto) in Cittadella

13/11/2021 - 18:20

Incredibile. Il Cristo morto del Mantegna, con gli effetti ai raggi X di Renato Meneghetti, così come le 70 opere che sono allestite in Cittadella tra il blocco B e C, lasciano a bocca aperta. Nel luogo per eccellenza della scienza e della tecnica, applicata alla nostra salute, la mostra allestita grazie all’impegno di Rodolfo Fasiol, ingegnere responsabile Uoc Servizi Tecnici e patrimoniali dell’Ulss 5, fa certamente riflettere. Ieri l’inaugurazione di questa esposizione che sarà disponibile fino al 12 febbraio. “Abbiamo pensato di coinvolgere Renato Meneghetti, un artista che ci aveva fatto conoscere Renzo Melotti, che ha donato tanti quadri agli ospedali di Rovigo e di Ferrara. Siamo orgogliosi di rendere onore alla memoria di Melotti e di poter esporre un così grande artista come Meneghetti”.

L’ingegner Luciano Zerbinati, anche lui appassionato ed esperto d’arte, ha presentato l’artista e le sue opere: “Si tratta di un artista fuori dagli schemi. Tutti i più grandi storici e critici dell’arte ne parlano - ha detto Zerbinati - Personalmente sono rimasto sorpreso dal suo lavoro. Approfondendo la sua opera, va dentro l’arte per capire l’umanità e lancia un messaggio di grande impegno”.

Lo stesso Meneghetti, 74 anni, di Vicenza, racconta il viaggio che il suo Cristo Morto ha già fatto prima di approdare a Rovigo: “E’ un’opera fatta per la Biennale di Venezia del 2011 ed esposta in mille metri quadri. Qui lo spazio è più piccolo, quindi abbiamo rappresentato una minima parte dell’installazione. E’ la prima volta che si dipinge il cristo morto e risorto. Perché Cristo è un uomo, ma poi diventa man mano pura luce. L’opera è stata esposta alla Basilica di Monte Santo a Roma per tutto il mese di pasqua. A Rovigo è arrivata perché era una mezza promessa fatta a Melotti, mecenate, uomo di grande generosità e amico. Ci stavo pensando, se farla, ma lui è morto. E quando Fasiol me lo ha chiesto, non ho potuto dire di no”. Un consiglio? Visitate la mostra.

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