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CORONAVIRUS IN POLESINE

Vaccini ai bimbi, prenotati già 645. Ecco come si fa

Il 16 dicembre partono le somministrazioni, tutte le informazioni da parte dell'Ulss 5

"Il pericolo vero è il covid, non il vaccino"

2520 posti aperti in Polesine per le prenotazioni dei bimbi dai 5 agli 11 anni, per garantire sia per la prima che la seconda dose, alla luce dell'arrivo di ben 6mila dosi. Lo ha annunciato Patrizia Simionato, direttore generale dell'Ulss 5 Polesana. Alle 11 di martedì 14 dicembre erano già 645 i bimbi prenotati.

Sono tre i punti vaccinali, corrispondenti agli ospedali di Rovigo (centro prelievi), Adria (centro trasfusionale) e Trecenta (laboratorio Sisp), con percorsi dedicati ai bimbi e alle famiglie. Le vaccinazioni vengono eseguite dai pediatri di libera scelta, che sono a disposizione per tutte le informazioni del caso. Sul sito dell'Ulss sono indicati, giorno per giorno, i pediatri che saranno presenti nei centri vaccinali per le prenotazioni. I pediatri, comunque, potranno anche scegliere di vaccinare alcuni bimbi direttamente nei propri ambulatori, in particolare quelli maggiormente fragili. La scelta sarà a opera del pediatra di famiglia, che meglio conosce le situazioni dei propri assistiti.

"Vaccinare i bimbi è necessario, anche oggi alle 12.15 abbiamo fatto una diagnosi per un bimbo di pochi mesi - ha detto il primario di Pediatria, Alberto Rugolotto - La vaccinazione è necessaria e va fatta. Negli Usa abbiamo già 3 milioni di bambini vaccinati, senza problemi, un numero pari al totale di tutta la popolazione pediatrica in Italia da vaccinare".

Sul fronte del contagio da coronavirus, i ricoverati sono 69 in tutto, 5 in Terapia intensiva a Trecenta. Un numero alto, che rende necessaria una riorganizzazione dell'attività degli ospedali. In particolare, a Trecenta, ospedale Covid del Polesine. Attualmente a Trecenta sono attivi 10 posti letto di Terapia intensiva, 16 di semintensiva e 36 posti letto per acuti, 26 posti letto nell'ospedale di comunità, destinato interamente al Covid, con spostamento degli altri pazienti all'ospedale di comunità di Adria.

Questo ha reso necessario sospendere l'attività di week surgery, ossia piccola chirurgia programmata, non legata ad urgenze, a Trecenta e rimodulare l'attività delle sale operatorie di Rovigo e di Adria, con la priorità di tutelare al massimo la continuità delle prestazioni sanitarie. L'intenzione rimane quella di garantire l'attività ordinaria di Rovigo e di Adria, dedicando, appunto, al Covid l'ospedale di Trecenta. Un risultato possibile grazie al grande sforzo che sta compiendo tutto il personale, medico e non, dell'Ulss 5.

"Chiediamo comprensione - ha detto il direttore sanitario Alberto Rigo - anche ai familiari, per le restrizioni per le visite ai familiari, che si rendono necessarie alla luce dell'andamento del contagio. Saremo costretti, anche su indicazione regionale, a rivedere la normativa d'accesso, che prevederà utilizzo del super green pass, ma anche dell'esecuzione del tampone per accedere a determinate aree, particolarmente delicate e a rischio. Sappiamo che è un sacrificio che domandiamo, ma è necessario e chiediamo comprensione, dobbiamo difendere le categorie fragili, come sono determinati pazienti".

Non si deve tra l'altro dimenticare, per comprendere il grande sforzo che sta compiendo tutto il personale dell'Ulss 5, come alle nostre strutture si appoggino anche vari Comuni della Bassa Padovana, a seguito sia della destinazione di Schiavonia a covid hospital dell'Ulss 6, che dell'attacco hacker da questa subito.

In ogni caso, in Polesine la chirurgia oncologica, gli screening oncologici, la chirurgia maggiore, urgenze ed emergenze saranno garantite.

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