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SINDACATO UIL

"Lavoratori fragili lasciati senza tutele e risposte"

La segnalazione di Cristiano Maria Pavarin, segretario generale di Uil - Fpl

"Lavoratori fragili dimenticati. Per salvarsi dal virus possono solo prendere ferie"

Cristiano Maria Pavarin

03/01/2022 - 12:46

"Sembra un paradosso, ma ancora una volta c’è stata una 'dimenticanza' nei confronti dei lavoratori fragili, proprio fra le persone che meritano maggiori attenzioni, perché per le loro condizioni di salute risultano essere esposti alle conseguenze più pesanti in caso di contagio. Si tratta infatti di uomini e donne immunodepressi, trapiantati, sottoposti a terapie oncologiche, che occupano posti di lavoro, non sempre con limitazioni di servizio, ma che in questo periodo, non certamente per cause che dipendono da loro, debbono essere protetti dal Covid-19. Solo fra i dipendenti dell'Ulss Polesana sono più di 50. Come Uil Fpl seguiamo anche una quindicina di lavoratori fra amministrazioni pubbliche e case di riposo. Senza contare, poi, il comparto scuola".

Lo spiega Cristiano Maria Pavarin, segretario generale Uil Fpl Rovigo. "Si tratta, quindi di un numero rilevante. Ma non sono numeri, sono persone. Con storie a volte complesse e sicuramente delicate. Che, però, dal primo gennaio hanno visto cadere le tutele che erano state prorogate fino al 31 dicembre, in particolare la possibilità di attivare il lavoro da remoto per i dipendenti individuati come fragili dagli organi medico legali competenti, anche attraverso l'adibizione ad altra mansione, mentre dove ciò non fosse possibile dall'ambiente lavorativo, l'assenza equiparata a ricovero ospedaliero, e non calcolata nel periodo di comporto".

"La questione è molto delicata, perché stiamo parlando di persone alle quali, spesso, è lo stesso medico curante ad imporre di stare a casa per motivi di sicurezza, ma in mancanza della proroga del regime emergenziale che era stato stabilito per loro, possono farlo solo ricorrendo alle ferie o mettendosi in malattia, in regime ordinario. Precedentemente, invece, il periodo di astensione, quando non era possibile il lavoro agile, veniva conteggiato come ricovero. Una differenza sostanziale, perché la malattia ordinaria ha un 'periodo di comporto', ovvero un arco temporale nel quale il lavoratore pur assente ha il diritto alla conservazione del proprio posto di lavoro ed a mantenere il proprio stipendio. Ma all'aumentare del lasso di tempo scattano decurtazioni salariali e può anche arrivare il licenziamento. Stiamo parlando fra l'altro, di persone che per i propri problemi di salute hanno già spesso dovuto utilizzare molti giorni di malattia".

"Ecco allora che come Uil Fpl, sollecitiamo i rappresentanti del territorio a farsi carico del ripristino delle tutele previste per i lavoratori estremamente vulnerabili e con elevata fragilità almeno fino alla fine dell'attuale stato di emergenza, spostato al 31 marzo 2022 per tutti i soggetti".

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