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CORONAVIRUS IN POLESINE

"Minacciati e diffidati dai pazienti, non li vogliamo più"

Vari medici di base hanno scelto di ricusare gli assistiti No Vax

"Minacciati e diffidati dai pazienti, non li vogliamo più"

13/01/2022 - 10:10

Una telefonata al minuto. E anche le medicine integrate, più organizzate, con 4 segretarie a disposizione e oltre 10 linee ricevono 1.500 telefonate al giorno. “La situazione è molto difficile - ammette il presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo e del Veneto Francesco Noce - E sono anche subissati da pazienti che hanno seguito per anni ma che convinti a non vaccinarsi mandano lettere di avvocati, richieste di esami strampalati per procrastinare la vaccinazione, una fatica. Molti colleghi di fronte alle minacce sono stati costretti a ricusare i propri pazienti visto che si era rotto quel rapporto di fiducia alla base del rapporto tra medico e paziente”.

In Polesine non siamo ancora ai Covid party di cui si sente parlare a Treviso, a Belluno o a Padova: “E spero vivamente che non si verifichino - sottolinea ancora il presidente Noce - perché il Covid non va sfidato. E può succedere spesso e volentieri che non sia una passeggiata di salute”.

La cosa che conforta la guida dell’ordine dei medici è che “le prime dosi stanno aumentando, segno che l’ulteriore stretta sui Green pass, col super Green pass al lavoro e per molte altre attività, praticamente un obbligo vaccinale, sta avendo i suoi effetti sui più refrattari. I no vax ideologici, invece, le stanno sperimentando tutte. Si presentano con fac-simili di lettere legali che non stanno né in cielo né in terra”. Una fatica nello stress generale, che proprio non si può più sopportare.

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