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PORTO TOLLE

"Possiamo ricavare combustibile dai rifiuti plastici"

La proposta per la pesca di Mauro Baldi, segretario di Cgil

"La Flai Cgil di Rovigo si è da sempre dimostrata vicina al comparto della pesca, settore assieme all’acquacoltura strategico per l’economia del Delta del Po". Lo spiega Mauro Baldi, segretario generale di Flai Cgil Rovigo.

"Da sempre ha denunciato pubblicamente le problematiche esistenti, dalla riduzione delle giornate di pesca, alla mancanza di un adeguato ammortizzatore sociale, alle difficoltà di uscita e rientro delle imbarcazioni dalla bocca di porto di Pila oltre alla contrarietà al sistema di controlli imposto dal Parlamento europeo attraverso all’uso di telecamere a bordo. Temi particolarmente sentiti dagli addetti al lavoro e che in questi giorni si sono particolarmente accentuati con l’aumento indiscriminato del carburante con il conseguente aumento dei costi di gestione dell’imbarcazione che ha portato da lunedì scorso alla fermata delle uscite in mare".

"Il punto sul quale mi voglio soffermare oggi riguarda proprio i costi del carburante - prosegue Baldi - In tempi non sospetti, circa due anni fa, la Flai Cgil di Rovigo e Veneto ha presentato al sindaco di Porto Tolle un progetto che riguardava la possibile sperimentazione e realizzazione di una filiera della raccolta delle plastiche in mare. Plastiche che generano inquinamento e che sono presenti in grosse quantità nel nostro Adriatico e che inevitabilmente i pescatori raccolgono assieme al pescato".

"Un progetto che aveva ed ha ancora come obiettivo la sperimentazione e la valorizzazione delle plastiche raccolte durante la pesca in mare mediante l’attivazione in banchina di un impianto a pirolisi che, monitorandone la sostenibilità economica ed ambientale e con eventuali accorgimenti, avrebbe portato all’integrazione del percorso e delle prassi a livello comunale dello smaltimento delle plastiche stesse. Un impianto, come confermato dal professore Roberto Odoricco dell’Università di Padova che può produrre da 100 kg. di plastica pescata 80 litri di combustibile".

"Pertanto in questo periodo dove sempre più si parla di economia circolare ed elevati costi energetici, senza voler generare nessuna polemica, una maggiore lungimiranza da parte dell’amministrazione comunale, avrebbe probabilmente alleviato, non certamente risolto le problematiche poste sia dai cittadini sul caro bolletta, sia dai pescatori sul caro carburante ed avrebbe inoltre consentito alla marineria di Pila di emergere e diventare punto di riferimento sotto l’aspetto della sostenibilità economica  ed ambientale rispetto alle altre marinerie vicine, Chioggia e Porto Garibaldi".

 

 

                                                              

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