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VENETO

"A fare la vera autonomia penseremo noi"

Lo assicura il coordinatore regionale e senatore di Fdi Luca De Carlo

"Dovete chiudere anche le fabbriche. Subito"

13/05/2022 - 09:30

“L’autonomia del Veneto? Vediamo se sarà davvero così. Prima vediamo la legge, poi vedremo se è veramente quello che volevano i veneti che hanno votato al referendum”. Lo dice forte e chiaro il senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo.

Il presidente della Regione Luca Zaia ha affermato, nei giorni scorsi, che la legge sull’autonomia è finalmente in dirittura d’arrivo, e che può essere approvata dal parlamento entro l’estate. Una legge per la quale il governatore veneto spinge ormai da oltre quattro anni, forte dell’enorme consenso espresso dai veneti durante il referendum del 2017.

Senatore De Carlo, ma Fratelli d’Italia - inizialmente un po’ scettica - che ne pensa?

“Non è proprio così. Ricordo che all’inizio la spinta era per l’indipendenza del Veneto, e noi su questo non siamo mai stati d’accordo. Ma appena si è parlato di autonomia, tra l’altro prevista dalla Costituzione, noi siamo stati i più convinti sostenitori. Le faccio un esempio: il mio Comune, Calalzo di Cadore in provincia di Belluno, dove mi hanno confermato sindaco per tre volte, è stato quello con una maggiore affluenza al referendum per l’autonomia del 2017. Se non mi fossi espresso a favore, fossi rimasto freddo, o addirittura mi fossi espresso contro il referendum, quel risultato non sarebbe di certo arrivato. Fratelli d’Italia si è schierato, e sempre si schiererà, a favore delle maggiori autonomie locali. Ricordo inoltre che noi, di Fdi, siamo gli unici che in questi quattro anni non sono mai stati al governo, gli unici coerenti sulle nostre posizioni, e lo siamo anche in questa battaglia”.

Dunque autonomia sì.

“Sì. Ma nel merito del contenuto della legge quadro non mi pronuncio: resto in attesa di vederla, per rendermi conto se è veramente quello che vogliono i veneti o se, ancora una volta, si tratta di una cosa fatta solo per mettere d’accordo tutti gli animi della maggioranza. D’altronde, è quello che è successo in questi anni: molti provvedimenti ma pochi contenuti, proprio nel tentativo di mettere insieme anime così diverse come Lega e Partito Democratico, Forza Italia e i Cinque Stelle”.

Ma può essere la volta buona?

“Me lo auguro, ma tenendo conto che siamo a fine legislatura non saprei. Quindi devo dire che non mi illudo: non vorrei che fosse l’ennesimo provvedimento lasciato poi morire a causa dei tempi tecnici per l’approvazione. Di una cosa sono sicuro, però: quando ci andremo noi al governo faremo non solo questo, ma anche il presidenzialismo. Federalismo e presidenzialismo erano nel nostro programma e continuano a esserlo. Non abbiamo mai cambiato idea”.

Cosa cambierà per il Veneto sia nel caso venisse approvata la legge sull’autonomia che in caso contrario?

“Beh, è evidente che qualora non fosse approvata questa legge rimarremo nelle stesse condizioni. Se invece venisse approvata quello che succederebbe dipenderebbe da un sacco di fattori. Saranno approvate le 23 materie, saranno 21, o quante? E poi si parla solo di competenze, o arriveranno anche le risorse? Sono e resto fiducioso: penso che per molte cose, compresa la vicinanza al cittadino, gli enti locali possono fare meglio, per altre cose no. Ci sono materie, come la difesa, delle quali deve occuparsi il governo centrale”.

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