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POLESELLA

"Sopravvissuto a Nassirya": il ricordo dell'orrore

Una serata durante la quale si è parlato del valore della vita e della dedizione agli altri

"Sopravvissuto a Nassirya": il ricordo dell'orrore

Una serata durante la quale si è parlato del valore della vita e della dedizione agli altri

Il valore della vita e della dedizione agli altri sono stati gli argomenti della serata organizzata dall’Ucid di Rovigo nel format “L’Ucid incontra” che si è tenuta a Polesella e che ha avuto come ospite il Brigadiere Capo in congedo dei Carabinieri Antonio Altavilla quale sopravvissuto alla strage di Nassirya.

La serata ha visto la partecipazione di autorità civili e militari di Rovigo quali il prefetto di Rovigo Clemente di Nuzzo, il questore Giovanni Battista Scali, il comandante provinciale dei Carabinieri colonnello Emilio Mazza, il comandante di compagnia Giovanni Truglio, il comandante della stazione dei Carabinieri di Polesella Pietro Giusto, il coordinatore provinciale della Associazione dei Carabinieri Antonio Tocchio, il direttore dell’Ulss di Rovigo Domenica Lucianò ed il consulente ecclesiastico dell’Ucid di Rovigo Don Umberto Rizzi che ha aperto la serata ringraziando per l’iniziativa promossa dall’Ucid ed i numerosi presenti.

Il presidente Diego Chiarion ha presentato la serata ricordando i valori dell’Ucid, dal prefetto che ha reso onore ai Carabinieri quali costruttori di pace, che si sono sacrificati e si sacrificano, con gesto generoso e disinteressato, in favore della pace e della libertà di altri popoli oppressi, apprezzatissimi anche dalle altre forze straniere per capacità indubbie di relazione con la popolazione locale.

Nel suo intervento, anche il comandante provinciale Mazza ha ringraziato l’Ucid per l’occasione del ricordo attraverso una fedele testimonianza di quanto accaduto in quel nefasto 12 novembre 2003 a Nassirya, a dimostrazione di come l’Italia sia sempre unita nel bene comune e lodando i propri commilitoni per i tanti anni di interventi in scenari lontani, che hanno visto il sacrificio di molti giovani carabinieri immolatisi per il bene comune e per la pace, al fine di garantire un nuovo inizio di vita sociale in libertà.

Il brigadiere capo Altavilla, Medaglio d’Oro quale vittima del terrorismo e Croce d’Oro, non senza emozione e con un video intervista, ha ricordato poi quanto è successo in quel 12 novembre del 2003 dove un’autocisterna blu irruppe nella Base Maestrale di Nassiriya, provocando 28 morti, tra i questi 19 italiani, dei quali 12 carabinieri. E’ seguita una profonda disamina degli eventi personali di Altavilla, che prima di Nassirya ha partecipato a numerose missioni di pace all’esterno dove ha sempre avuto modo di distinguersi per la capacità e la determinazione della sua attività.

“Se sono sopravvissuto è perché devo trasmettere i valori di pace e solidarietà perché eventi come quelli di Nassirya non si debbano più ripetere” ha concluso Altavilla. In chiusura di serata, il presidente Chiarion ha aggiunto come nella condivisione dei temi del bene comune trovi strada e sentiero il collante necessario ad approntare la vita per gli altri e donare se stessi nel momento del bisogno. L’ Ucid ha omaggiato Altavilla con un libro della scrittrice Patrizia Ferrante, un quadro del pittore e scultore rodigino Alberto Cristini e da parte del direttivo dell’Ucid, un cimelio storico.

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