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BAGNOLO DI PO

La festa di chi regala vita e speranza

Nella provincia di Rovigo, nonostante la pandemia, i donatori non si sono mai fermati

La festa di chi regala vita e speranza

Nella provincia di Rovigo, nonostante la pandemia, i donatori non si sono mai fermati

Una grande festa di comunità, con la grande partecipazione di persone, singoli cittadini e rappresentanti delle varie sezioni di volontariato, non solo locali ma provenienti da tutta la Provincia di Rovigo.

“Dopo due anni in cui la pandemia da coronavirus ci ha fortemente condizionati, finalmente ci è concesso di ritrovarci in presenza”, così ha aperto la 25esima Festa del Donatore a Bagnolo di Po il presidente Avis Giovanni Chioldin. “Due anni di pandemia ed ora la guerra in Ucraina che hanno fatto emergere l’aspetto fondamentale del volontariato e del dono del sangue, che deve essere donato e non versato” ha proseguito.

Ribadendo poi l’importanza del volontariato che risiede nel proporsi e attivarsi quando ci sono problemi e difficoltà. Concorde nel grande ruolo che hanno assunto le associazioni Avis e Aido in questo particolare periodo, il presidente Aido Lino Negri che ha manifestato parole di compiacimento verso i cittadini di Bagnolo, partecipi e vicini al mondo del volontariato. Presenti, il sindaco Amor Zeri, l’assessore alla cultura Chiara Magaraggia, il presidente provinciale Aido Tiziano Descrovi, la direttrice del centro trasfusionale di Trecenta Franca Gavioli, il consigliere provinciale Avis Michele Maghini.

“Il ruolo dei donatori è di grande responsabilità –ha espresso la Gavioli - in quanto permettono una speranza positiva, rendono più dignitosa la vita di tante persone. Per questi motivi è importante parlare con chi non conosce bene il mondo delle donazioni e avvicinare più persone facendoli, se possibile, divenire nuovi donatori”. Nella provincia di Rovigo, nonostante la pandemia, i donatori non si sono mai fermati, permettendo autonomia alla provincia, aiuti alle provincie limitrofe e invii anche in Sardegna.

E’ quanto emerso dalle parole del consigliere provinciale Avis Michele Maghini, pronunciate con orgoglio. Nonostante i risultati, ha ribadito la necessità di trovare nuovi giovani donatori. Anche Aido continua la sua campagna sull’importanza del dono con la speranza di poter tornare nelle scuole per educare gli alunni e sensibilizzarli sulla donazione di organi e tessuti. Compiaciuto per il traguardo raggiunto, il sindaco Amor Zeri.

“25 anni di storia con importanti risultati, segno di un grande e costante lavoro, di tempo dedicato ad aiutare gli altri, per dare una speranza a chi ne ha bisogno – chiosa il primo cittadino - E lo fate concretamente. Siete un esempio che spero i più giovani possano seguire. So che è un compito difficile, ma non impossibile visto l’impegno e il percorso positivo che continua da 25 anni”.

Dopo gli interventi, le premiazioni ai soci benemeriti. Sono stati premiati con il distintivo di rame: Chiara Caberletti, Loreno Gatto, Ramona Elena Hantiu, Edoardo Sarti. Distintivo d’argento: Giada Baratella, Giada De Chiara, Nicolò Fratini, Sara Ghedini, Marco Malagò, Andrea Tibaldo. Distintivo d’oro: Ilario Bison, Giacomo Ghirlinzoni, Gianpaolo Naldi, Lino Negri. Distintivo d’oro con smeraldo: Domenico Mora, Fausto Ramazzina.

La Festa del Donatore è proseguita con la deposizione di un mazzo di fiori ai monumenti dei Caduti e del Donatore e con la messa officiata dal parroco Don Valmore Mantovani.

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