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LA GRANDE SICCITA'

"Senza pioggia, non resisteremo a lungo"

"Servirebbe l’invaso contro il cuneo salino, ma i lavori sono fermi”

"Senza pioggia, non resisteremo a lungo"

“Per ora resistiamo, ma per quanto? Servirebbe l’invaso contro il cuneo salino, ma i lavori sono fermi”

Agricoltori polesani con il telefono sempre in mano, alla ricerca di una buona notizia meteo che annunci la tanto attesa pioggia. Una speranza, per il momento, vana, dato che non sono previste precipitazioni importanti a breve. Si attende quindi un miracolo, con l’auspicio di non dover buttare via un intero anno di lavoro.

“Ho appena terminato di mietere il grano - racconta Leonardo Gibbin, agricoltore di Polesine Camerini - su quello il fenomeno della carenza di acqua e dell’acqua salata fortunatamente non ha influito. Il problema ora è la soia, perché di irrigarla con questo cuneo salino non se ne parla nemmeno. Con un valore del 7 per mille di sale dentro i canali è praticamente impossibile farlo”.

Il problema, per le piante, è l’accumulo di sale sulle foglie che, una volta asciutte, rischiano di bruciarsi. “Sulla foglia bagnata e asciugata dal sole rimane depositato il sale - conferma - così facendo rovina completamente la pianta. Con i valori percentuali attuali si può forse fare una ferti-irragazione, cioè quel procedimento che bagna solo il fondo, che normalmente si usa sulle coltivazioni di melone. Irrigare per aspersione, con rotoloni o simili, è impossibile. Qualcosa si può salvare soltanto usando la manichetta”.

Gibbin per il momento conferma che la situazione delle sue coltivazioni non è drammatica, anche grazie ad un fenomeno di pioggia abbondante avvenuto diverse settimane fa nella zona. “Ci siamo salvati per quello - dice - fortunatamente l’isola è stata interessata da una precipitazione di circa 50 mm e questo ci ha permesso di non arrivare alla totale emergenza. Il mais era sviluppato e l’apparato radicale era già profondo, con quella precipitazione si è salvato, non presenta ancora la tipica foglia stretta di quando è in sofferenza, anche se non so per quanto ancora potrà resistere. Sulla zona di Porto Tolle la precipitazione è stata scarsissima, loro sicuramente avranno più problemi. In ogni caso la soia andrebbe irrigata quanto prima, qui il terreno è argilloso e si sta spaccando, con faglie di anche 3 centimetri. L’ho appena sarchiata, non è in totale sofferenza ma se piovesse sarebbe meglio”.

La pioggia non solo darebbe sollievo alle piante e permetterebbe di rientrare con i valori del sale, ma eviterebbe anche i costi dell’utilizzo delle macchine agricole per irrigare. “Saremmo anche pronti per irrigare, ma con questa acqua assolutamente non si può - continua - Un’abbondante precipitazione ci risparmierebbe anche lo spostamento dei mezzi agricoli che, con l’aumento dei costi di gasolio e pezzi di ricambio, è decisamente un bel risparmio. Ormai ho rotto il cellulare a forza di controllare le previsioni meteo, per vedere se arriva questa tanto attesa pioggia, ma purtroppo all’orizzonte non si prevedono fenomeni piovaschi. Se almeno piovesse nelle zone di montagna e i fiumi iniziassero a riempirsi di nuovo qualche speranza in più ci sarebbe”.

Un settore che si è abituato a convivere con le difficoltà, ma che conferma il 2022 come il più difficile di sempre. “Da tempo, ogni due anni circa, dobbiamo convivere con il problema dell’acqua salata, è una cosa che qui nel Basso Polesine non si riuscirà mai a risolvere - prosegue -. Dicono, però, che in 70 anni non si era mai visto una cosa simile. A Polesine Camerini ci sarebbe un invaso da fare, ma la ditta è fallita e, nonostante vi sia stato un altro appalto, da più di anno è tutto fermo. Con l’invaso si potrebbe avere acqua dolce per almeno un mese, non sembra moltissimo ma fa la differenza se utilizzato nei periodi più caldi. Non ci resta che sperare nella pioggia, prima che la situazione diventi pesantemente drammatica”.

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