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ROVIGO

"Costretto a chiudere a suon di bollette"

Si spera che a primavera il "Gelatiere" possa riaprire

"Costretto a chiudere a suon di bollette"

Chiude, anticipatamente e si spera temporaneamente, la storica gelateria ‘Il Gelatiere’, attività di terza generazione è ormai presente sul territorio da oltre 40 anni ma messa in ginocchio dal caro bollette.

“Cerchiamo di andare avanti fino a metà settembre, poi anticiperemo la tradizionale chiusura stagionale, solitamente ottobre o novembre, di qualche mese - conferma Egidio Talpo, titolare - Purtroppo in questi ultimi mesi tra aumenti delle materie prime e dell’elettricità le spese sono diventate davvero insostenibili”. Costi triplicati, come ormai confermano tutte le attività, che rendono impossibile programmare i mesi che verranno. “La bolletta di giugno segnava l’importo di 4mila euro - specifica - quella del mese di luglio 6 mila. Siamo in attesa di quella del mese agosto, che sicuramente sarà ancora più alta”.

Importi ben differenti da quelli giunti negli anni precedenti. “A Luglio 2021 il costo della corrente elettrica era di circa 1.700 euro - continua -, agosto dello stesso anno 1.600. Importi ben differenti da questi”. Ad aumentare, durante tutto l’anno, anche i costi delle materie prime, le componenti ‘grasse’ indispensabili per produrre il gelato.

“Il latte è aumentato di prezzo già quatto volte durante questi mesi, raggiungendo i 30 centesimi in più - aggiunge - la panna ha raggiunto l’1,50 euro. A questo vanno aggiunti i costi per la cottura, pastorizzazione e altro ancora, dato che qui il gelato è fatto ancora in maniera artigianale. Il margine di guadagno già in periodi normali era al limite, adesso copriamo a malapena di costi”.

L’alternativa è rimanere aperti spalmando questi rincari sul consumatore finale. “Non è pensabile - afferma - le famiglie hanno a disposizione sempre lo stesso stipendio. Non possono sempre pagare i clienti, non si risolve così il problema, si crea solo un altro problema, noi a questo punto preferiamo chiudere prima”.

Si chiude, quindi, cercando di contenere la tragica situazione che ormai coinvolge ogni tipologia di attività. “Avevamo già ridotto l’orario di apertura, chiudendo un’ora prima la sera e aprendo un’ora dopo - prosegue - Per riuscire a contenere i costi abbiamo anche spento il frigo delle torte e uno dei due banchi dei gelati, riducendo i gusti, con qualche lamentela, purtroppo, dei clienti che non trovavano tutto quello che volevano. Tutto questo però non è stato sufficiente a contenere i rincari e da qui la decisione di anticipare la chiusura stagionale, dato che settembre e soprattutto ottobre sono periodi in cui lavoriamo pochissimo".

"A febbraio del prossimo anno dovremo riaprire, per ripartire con la stagione. La domanda che ci poniamo è ‘Con queste prospettive ce la faremo? O vale la pena aspettare?’. Ma se non apri non guadagni affatto, se apri devi sostenere troppi costi guadagnando poco. Un bel dramma. Se ad agosto la bolletta dovesse superare gli 8 mila euro, come immagino sarà, sarebbe veramente un disastro. Significa un’altra bolletta da pagare a rate, con le rate di quelle precedenti che si sommano mese per mese, in un periodo invernale in cui non ci sono introiti. Già in questo momento ci sentiamo in bilico, dovremo valutare attentamente cosa fare più avanti. Se i costi continueranno ad aumentare decideremo se riaprire a febbraio, oppure se rimanere chiusi ancora per un po’”.

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