Cerca

stienta

Fu il giorno dell'orrore

Alla scuola “Alfonso Turri” , le celebrazioni del 78esimo anniversario del rastrellamento nazifascista

Fu il giorno dell'orrore

Si chiudono stamattina alla Scuola Secondaria di Primo grado “Alfonso Turri” di Stienta, le celebrazioni per la commemorazione del 78esimo anniversario del rastrellamento nazifascista di Stienta.

Il sindaco, Enrico Ferrarese, accompagnato da alcuni rappresentanti della locale sezione Anpi, incontra le classi terze e, di fatto, completa il percorso iniziato domenica mattina in Municipio con le celebrazioni ufficiali e proseguito ieri con la benedizione e la deposizione dei fiori ai cippi presenti sul territorio. Una celebrazione densa di significati già da domenica mattina e scandita dalla testimonianza del nipote di Bellino Varliero, comandante partigiano lendinarese ucciso nelle campagne stientesi proprio durante il rastrellamento, dal saluto della presidente provinciale dell’Anpi, Antonella Toffanello e dalla premiazione delle studentesse vincitrici della Borsa di Studio “26 ottobre”.

Il raccoglimento, al momento della benedizione e deposizione dei fiori sul monumento ai caduti, ha anticipato l’altro momento particolarmente significativo della giornata; la visita al cippo dedicato a Bellino Varliero eretto in campagna sul luogo dove è stato ritrovato il corpo del partigiano assassinato, interamente restaurato grazie al contributo di Spi/Cgil. Questa mattina, Enrico Ferrarese e i rappresentanti dell’Anpi, racconteranno alle ragazze e ai ragazzi della scuola secondaria, il rastrellamento di Stienta del 26 ottobre 1944.

E alla narrazione della storia affiancheranno il doveroso esercizio della memoria. Storia e memoria a quasi ottant’anni di distanza da quel giorno, storia e memoria utilizzate per raccontare che a quell’operazione parteciparono circa 2000 uomini, 1400 tedeschi e 600 fascisti, Brigate Nere e Guardie Nazionali Repubblicane. Iniziarono l’accerchiamento alle 6.30 del mattino con un movimento a tenaglia partendo dall’argine del Po e da Gaiba, Fiesso Umbertiano e Occhiobello. L’attenzione maggiore dei nazifascisti era concentrata su Zampine, località che secondo le informazioni in possesso dell’Ufficio Politico Investigativo, era indicata completamente controllata dai partigiani.

I rastrellati furono circa 2.800, praticamente quasi tutti i maschi del paese, alcuni rinchiusi a Gaiba, altri a Stienta in teatro, nelle scuole elementari e in municipio. Qualcuno, a causa delle percosse subite, nei giorni e mesi seguenti morì, altri, esattamente 6, furono deportati in Germania ma l’azione dei nazifascisti non fermò l’attività resistenziale a Stienta e nell’alto Polesine. L’amministrazione comunale di Stienta, in collaborazione con Anpi, Parrocchia di Stienta, Associazione Col del Lys e Associazione Culturale Il Fiume, anche quest’anno ha voluto ricordare quei giorni. Perché è storia e per mantenere viva la memoria.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400