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MUSICA

Omaggio all’immensa Carla Fracci

L’opera rievoca atmosfere e suggestioni classiche in un intreccio di temi, variazioni e citazioni

Omaggio all’immensa Carla Fracci

Il 27 maggio 2021 si spegneva a Milano, dove era nata 84 anni prima, Carla Fracci, una delle più grandi ballerine di tutti i tempi. Nell’esprimere le condoglianze alla famiglia, il maestro Tiziano aveva così ricordato l’immensa etoile: “Leggendaria Carla Fracci, indimenticabile ‘Giselle’. Ci mancherai tantissimo ma rimarrai sempre nei nostri cuori e nei nostri ricordi”.

A lei il compositore adriese ha voluto dedicate un balletto intitolato “Addio alla danza” per rendere omaggio a questa straordinaria figura. Quella ragazzina con “un bel facin” come la ribattezzarono alla prima audizione della suola di ballo a Milano, quella ragazzina di umili origini che si recava a lezione in tram, guidato dal padre. “Ho composto sia le musiche originali che la trama del balletto” spiega il docente del conservatorio Buzzolla.

Da che cosa è nato questo desiderio di ricordare Carla Fracci?

“Questa composizione – confessa Tiziano Bedetti - è nata dal personale ricordo della celebre etoile della danza Carla Fracci che ho avuto l'onore di conoscere nel 1999 ad Adria, nell'ambito del premio Quadrivio, riconoscimento artistico culturale che le era stato assegnato. In quella occasione (presente anche il maestro Nello Santi, ndr) ero stato segnalato tra i giovani emergenti e mi era stata data la possibilità di eseguire un mio brano al pianoforte in sua presenza nel teatro Comunale, nel teatro della mia città. Per me è stata una grande emozione, ho un bellissimo ricordo di quell'evento, indimenticabile”.

Vuole darci qualche dettaglio artistico dell’opera?

“Si tratta prima di tutto di un omaggio sincero all'arte divina della stella della danza la cui eredità continuerà a vivere nelle nuove generazioni di danzatori e per la quale ho pensato di dedicare questa composizione. La musica rievoca atmosfere e suggestioni del balletto classico, in una serie di temi musicali, variazioni e citazioni che si avvicendano: il tema di Rodolfo è rappresentato dall'incipit di “Invito alla danza” di Carl Maria von Weber; il tema delle giovani ballerine si ispira alla “Danse de fête” di Leo Delibes mentre una citazione del finale del “Valzer dei fiori” di Ciaikovski è presente nel momento del ballo durante la festa”.

La trama La signora Evelyn, celebre danzatrice, sta trascorrendo un periodo post convalescenza nel prestigioso hotel Excelsior, in una nota località di villeggiatura. Assorta nei suoi pensieri e allontanandosi dai presenti, Evelyn si incammina lungo un sentiero del parco circostante. A un tratto si ritrova da sola. E’ preoccupata e teme di essersi persa. Qui incontra un altro ospite dell'hotel, Rodolfo che, rassicurandola, dice che le indicherà, in seguito, la via del ritorno. Ma prima, la invita, per svagarsi, ad assistere a una festa in suo onore che stanno allestendo in un luogo poco lontano. Rodolfo appare un volto familiare ad Evelyn, come una persona che avesse già conosciuto ma la sua memoria è debole. Arrivati su una terrazza, in una atmosfera onirica, affluiscono alcuni danzatori e posano ai lati della sala degli specchi. Entrano anche alcune giovani che iniziano a danzare e ricordano ad Evelyn la sua giovinezza e i suoi esordi. Le danzatrici sembrano, a questo punto, essere lo stesso riflesso di Evelyn che si moltiplica più volte: tra di esse, una ballerina si slancia in un assolo e svariate piroette. Ad un certo punto, Rodolfo ed Evelyn riprendono a danzare insieme ma, calando la notte, Rodolfo suggerisce ad Evelyn di non affaticarsi troppo e di ritornare all'hotel. Lui si offre di accompagnarla ma ad un tratto del cammino, all’improvviso svanisce. Evelyn si ritrova nuovamente da sola afflitta e sconsolata, come in un momento di amnesia, in un luogo che non ricorda di avere mai visto prima. A questo punto comparirà Silphide, la proprietaria dell'hotel che stava cercando Evelyn e la condurrà con sé. I personaggi si allontanano uscendo lentamente dalla scena, la musica mesta, affievolendosi, si spegne. E cala il sipario.

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