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“In rete per garantire i farmaci

“Spesso si verificano delle carenze, le farmacie del territorio sono in rete per condividere”

“In rete per garantire i farmaci

La carenza diffusa di alcuni farmaci preoccupa ma, come specifica Claudia Pietropoli presidente di Federfarma locale non deve assolutamente spaventare. In questa delicata fase le farmacie si sono attivate per fare rete e trovare disponibilità immediate, ma anche a fornire alternative ai farmaci 'di marca' consigliando quelli generici, altrettanto validi e molto più disponibili.

Dottoressa Pietropoli, innanzitutto parliamo di questo fenomeno, la carenza di farmaci. È un problema realmente di cui preoccuparsi e soprattutto da che cosa è causato?

“La carenza di farmaci è una problematica abbastanza complessa dovuta a molteplici concause. È un problema che si verifica spesso e periodicamente nel tempo, non è quindi una problematica che riguarda esclusivamente il momento attuale. Questo problema, che si sta verificando in tutta Italia ma anche a livello europeo, viene seguito da Aifa, agenzia italiana per il farmaco, ovvero l'organo di vigilanza che controlla, tra le altre cose anche il fenomeno della carenza dei farmaci. C’è quindi un’interlocuzione su quelle che sono le carenze croniche che avvengono e, ribadisco, ci sono periodicamente, e quelle specifiche del momento. Oltre al tavolo Aifa, aperto costantemente e al quale partecipiamo come farmacisti, l'11 gennaio il ministero della salute ha aperto un altro tavolo che puntualizza giornalmente l’approvvigionamento. Le stesse farmacie segnalano sistematicamente ad Aifa le carenze croniche e quelle del momento. La questione è quindi attenzionata al massimo proprio per garantire l'informazione corretta anche alla popolazione”.

Quali sono quindi questi farmaci e soprattutto è una cosa momentanea o si dovrà attendere più tempo per alcune tipologie?

“Le carenze che attualmente la popolazione e noi stessi segnaliamo sono legate a diversi fattori. Tra queste la presenza in contemporanea di Covid ed influenza che hanno determinato la carenza di farmaci che abitualmente si impiegano per entrambi, avendo la stessa sintomatologia. Si tratta quindi di farmaci di uso comune, ad esempio quelli ad uso pediatrico come l'ibuprofene, paracetamolo o i cortisonici, i classici aerosol impiegati nelle patologie respiratorie. La maggiore richiesta di questo tipo di medicinali, unita ad un loro arrivo con il contagocce, ha portato ad una carenza, ma specifico del tutto momentanea. Ci sono poi altri elementi che stanno condizionando il mercato, la mancanza del principio attivo, legata anche ad una esportazione delle produzioni verso paesi come India e Cina, ma anche un problema di packaging, blister e flaconi per fare un esempio, e alcune difficoltà legate alla logistica. Con gli aumenti dei costi legati ai carburanti l'approvvigionamento è un po' più lento. Ultimo ma non meno importante una mentalità che è cambiata nei confronti dei farmaci, spesso visti come un bene commerciale e non un bene essenziale per la salute. Se è vero che è 'normalità' tenere in casa alcune tipologie di farmaci per eventuali emergenze, è anche vero che molti finiscono per scadere ed essere buttati. Molte persone, poi, tendono ad utilizzarli anche quando realmente non è necessario. È importante non utilizzare i farmaci con leggerezza e, nel dubbio, chiedere consiglio prima di assumerli”.

Come si stanno organizzando le farmacie del territorio per sopperire a questa eventuale carenza di farmaci?

“L'organizzazione innanzitutto parte dal fare rete, e le farmacie del territorio avevano iniziato a farlo già durante la pandemia da Covid19. Tutte le organizzazioni provinciali, inclusa Federfarma Rovigo, si sono attivate da subito condividendo informazioni relative alle carenze, temporanee e croniche attraverso una chat. Questo scambio di informazioni non riguarda solo le carenze ma anche le disponibilità in altre farmacie, dirottando quindi il paziente verso la sede più vicina dove siamo sicuri essere presente il farmaco mancante. In questa rete di condivisione però sono fondamentali anche le figure dei medici di base e dei pediatri, cercando di sostituire quelli mancanti con quelli equivalenti, che sono davvero molti e, al contrario degli altri, si trovano. Sono farmaci che hanno lo stesso principio attivo, hanno tutte le caratteristiche del farmaco brand e sono stati approvati da Aifa. L'azione quindi si basa anche sulla sensibilizzazione del cliente nell'assumere un equivalente al posto di quello di marca. Ovviamente se anche tutto questo non dovesse bastare, siamo in grado di fare le preparazioni galeniche, ad esempio di ibuprofene, appoggiandoci a ditte che ci forniscono le materie prime”.

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