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IL CASO

Preservativi e cartine gratis ai bimbi

Rabbia dei genitori, tutto per pubblicizzare una nuova attività

Preservativi e cartine gratis ai bimbi

Un fast food di Roma ha distribuito filtri, cartine, fiammiferi e preservativi davanti a una scuola media di via Col di Lana, nei pressi di Piazza Mazzini. La distribuzione è stata fatta con la presenza di una mascotte colorata che ha attirato l'attenzione dei bambini, quasi a sembrare un gioco. Tuttavia, ciò che i bambini hanno trovato all'interno del kit distribuito era del tutto inappropriato per la loro età: caramelle, preservativi, filtri e cartine per fumare.

Agostino Penna, noto cantante e padre di una studentessa della scuola di via Col di Lana, si è detto sdegnato e ha denunciato la situazione: "Non si può distribuire a dei ragazzini materiale per fumare o preservativi: sono troppo piccoli. È inaccettabile: io non sono un bacchettone ma davvero abbiamo superato ogni limite". La distribuzione del kit è stata anche contestata dalla pediatra Teresa Rongai che ha consigliato di affidarsi ai medici per le informazioni sulla prevenzione del streptococco.

Il kit distribuito dal fast food sembrerebbe essere una pubblicità del locale di kebab "Kebhouze". Tuttavia, la distribuzione di un kit così inappropriato per i bambini solleva diverse questioni. Agostino Penna ha sottolineato come il kit contenesse anche un buono sconto per delle patatine fritte dal tono sessista e volgare. Si cerca l'origine di questa impropria modalità di pubblicizzare un locale: "Ho fatto una breve ricerca su Internet - spiega Penna - e pare che questo locale sia riconducibile a Gianluca Vacchi: è un personaggio noto, soprattutto sui social, ma non credo si possa giocare con l'attenzione dei ragazzini per attirarli con prodotti assolutamente inadatti alla loro età".

Il fast food "Kebhouze" non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sulla vicenda. Uno dei kit distribuiti è stato consegnato alla scuola per ulteriori accertamenti. In ogni caso, la distribuzione di materiale inappropriato per l'età dei bambini davanti a una scuola è stata giudicata inaccettabile da molti genitori. La questione solleva anche il dibattito sulla pubblicità e sulla necessità di porre dei limiti in modo che questa non diventi offensiva o addirittura pericolosa per i bambini.

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