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La crisi della casa di riposo

Iras, "in ballo 20 milioni, studiamo ogni riga dell'accordo"

Comune al lavoro per arrivare alla definizione del documento finale.

Gaffeo: "Questa emergenza ha fatto uscire una generosità straordinaria che mi ha commosso"

Il sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo

“Stiamo valutando ogni riga delle bozze del testo dell’accordo, in questa operazione per il Comune ballano circa 20 milioni di euro, soldi che sono della collettività e che devono essere utilizzati con razionalità”. Il sindaco Edoardo Gaffeo ammette la complessità dell’operazione di salvataggio dell’Iras.

Anche ieri tecnici ed esperti di economia e diritto del Comune sono stati al lavoro, assieme al primo cittadino, sul dossier Iras. L’obiettivo resta quello di arrivare alla definizione del testo finale e condiviso dell’accordo entro lunedì o martedì prossimo. In questo modo il testo dell’accordo di programma, se si arriverà al traguardo, potrà essere discusso e votato dal consiglio comunale già il 28 marzo. Ma a a definire sarà la capigruppo consiliare dei prossimi giorni.

Intanto Gaffeo sottolinea come “questa operazione comporta un grosso impegno da parte del Comune. Le cifre sono già state indicate, e tutti possono capire quante risorse ci mette il Comune”. 3,1 milioni di euro per compensare Iras per il rientro di Casa Serena. Soldi che la casa di riposo userà per abbassare il proprio debito. Ma questa è solo la punta dell’iceberg: “Il ritorno di Casa Serena in capo al Comune significa che ce ne dovremo occupare noi - continua Gaffeo - e quindi decidere come riqualificarla. Il piano che è stato messo su carta prevede la cessione di una parte all’Ater, per la realizzazione di alloggi per studenti. Oltre il 50% però resterà al Comune. e Per riqualificare questo immobile serviranno ingenti investimenti. Ed anche per questo si stanno facendo valutazioni e stime. Il bilancio del Comune non è certo illimitato, e 165 o 20 milioni di euro hanno un impatto più che sensibile”.

Per Casa Serena, infatti si stima che possano essere necessari dai 12 ai 15 milioni di euro, solo in minima parte coperti da possibili fondi del Pnrr, e dai meno di due milioni (circa 1,6) derivanti dall’acquisto di parte dello stabile da parte di Ater. Contrarre nuovi ingenti mutui da parte di palazzo Nodari non sarà per niente semplice, ed ecco allora che il Comune dovrà trovare un’altra soluzione per non lasciar morire Casa Serena nell’abbandono. “Di risorse ne servirebbero parecchie - fa notare il sindaco, perché le condizioni dell’immobile sono quelle che sono”. La base dell’accordo prevede che la riqualificazione di Casa serena servirà per realizzare centri diurni con finalità socioassistenziali e spazi per i corsi di infermieristica dell’Ulss 5, che affitterà i locali.

“Operazione complessa, continua Gaffeo - ma ci stiamo avvicinando al traguardo. L’ultima parila però spetterà al consiglio comunale, la firma sull’accordo di programma avverrà solo dopo un voto dell’aula. Imprescindibile perché nell’accordo ci sono importanti transazioni che coinvolgono il patrimonio del Comune”. Poi il primo cittadino si lascia andare ad una battuta col sorriso (amaro) sulle labbra: “Se chiudiamo questa operazione con successo posso davvero andare in pensione”. “Ma subito o fra 5 anni?” “vediamo”.

Tornando al testo dell’accordo è possibile che fra i punti dell’intesa sia prevista anche il conseguente ritiro del ricorso al Tar da parte del Comune “con l’accordo - spiega il sindaco - verranno meno i presupposti del ricorso, è ovvio. E poi sarà materialmente ritirato”.

Di fatto il “problema” Casa Serena rischia di spostare l’attenzione dal problema originario, ossia il debito mostruoso accumulato nei bilanci di Iras. Ma ad operazione conclusa sarà impossibile non interrogarsi sulle cause e i passaggi che hanno portato ad un disastro recuperabile solo con ingenti risorse pubbliche. Compresi i 3,8 milioni di anticipo della Regione Veneto e gli investimenti di Ater per Casa Serena. Che nel giro di pochi giorni sarà interamente svuotata di pazienti, inquilini, arredi.

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