VOCE
La crisi della casa di riposo
19.03.2023 - 07:00
I fornitori di Iras vedranno soltanto il 40% dei loro crediti
Il caso Iras si avvia sempre di più verso la chiusura, anche se rimangono ancora alcuni dettagli ancora da limare. Per quanto riguarda le aziende e le cooperative fornitrici, potrebbe quindi arrivare a breve il momento di recuperare quanto atteso da tempo. Tra le proposte però la possibilità di ricevere solo in una parte del credito avanzato nei confronti di Iras. Per quanto riguarda i grandi fornitori si prospetta un saldo ed uno stralcio del 40%, qualcosa in più invece per i piccoli creditori. Una possibilità che se da una parte permette alle aziende di rientrare delle spese sostenute, dall'altra, con importi così inferiori, rischia di creare un danno economico. E così l’operazione Iras rischia di diventare anche uno spargimento di perdite economiche.
“C'è sicuramente forte preoccupazione perché la cooperativa che fornisce servizi ad un ente, se dovessero andare in porto queste condizioni, vedrà quindi una mancanza importante di ricavi che rischia di compromettere la stabilità economica della cooperativa stessa, con conseguenze sui lavoratori e sulle aziende fornitrici - commenta Simone Brunello di Confcooperative -. Ovviamente l'obiettivo primario per le cooperative è mantenere il proprio personale, anche rinunciando ai guadagni di fine anno, ma ciò non è detto ed in ogni caso bisogna attendere di capire l'impatto economico di questa proposta. Al di lá delle ipotesi, però, c'è rammarico perché alla fine si è arrivati a scaricare sui fornitori le conseguenze di questa complessa problematica”.
Sul rammarico delle conseguenze di questa azione è concorde anche Cna, che spiega, però, che molte delle aziende associate che lavoravano e lavorano per Iras abbiano scelto altre formule di rientro. “Abbiamo in effetti aziende coinvolte con Iras e legate a forniture per le manutenzioni - conferma Matteo Rettore -. Il credito è legato in parte alla manodopera e in parte al costo di macchinari e materiale, che deve quindi rientrare. Le aziende in questo momento stanno accettando tempi di pagamento più lunghi poiché, avanzando soldi del 2022 e residui del 2021, si è preferito andare in dilazione di pagamento piuttosto che vedersi decurtato ciò che era stato pattuito". Aziende che stanno cercando di dialogare con Iras per trovare soluzioni, pienamente consce di cosa sta accadendo. “Capiscono la situazione e nessuna di esse sta forzando legalmente questo recupero - aggiunge -. Ma in questo momento credo sia importante ragionare su forme di dilazione di pagamento più che su importi più bassi".
I vari settori coinvolti, però, si dicono preoccupati per il futuro. “C'è una forte preoccupazione rispetto al fatto che questa mancanza cronica di soldi possa portare Iras a non fare investimenti ma solo manutenzioni - specifica -. Scelta che di conseguenza crea un decadimento della parte strutturale. La manutenzione va bene ma rischia di essere la classica 'pezza sopra ad un'altra pezza' e questo non è d'aiuto. È quindi probabile che una volta terminato il percorso la struttura sia comunque costretta a fare importanti investimenti che riguardano gli impianti e la struttura in generale. Nelle scelte future giocherà sicuramente un ruolo la stabilità economica di Iras, perché se le condizioni sono di non riuscire più a pagare, molte aziende si tireranno indietro e c'è il concreto rischio che il lavoro vada in mano a gestioni troppo al ribasso". Solo ipotesi per il momento, ma in questa situazione generale di preoccupazione l'attenzione rimane alta. “Attendiamo di sapere quali scelte verranno fatte - conclude Rettore -. Le aziende che hanno fatto i lavori sono ovviamente preoccupate e chiedono di non essere abbandonate a loro stesse".
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 