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TERMINAL GASIERO

“La politica deve avere coraggio”

“Con Mose e Adriatic il Veneto è stato precursore. Se una cosa serve la si fa, punto”

“La politica deve avere coraggio”

“La politica deve avere il coraggio delle scelte, se una cosa serve, la si deve fare. Punto”. Roberto Marcato, assessore regionale allo sviluppo economico, ribadisce la lungimiranza del Veneto nell’aver accolto, già da molti anni, il rigassificatore gnl al largo delle coste del Polesine.

Ieri dopo mesi di polemiche la nave rigassificatrice è giunta a Piombino, dare al paese altri 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Una scelta che il Polesine e il veneto fecero oltre 20 anni fa, quando la classe politica del Polesine e del Veneto impostarono l’arrivo per primo rigassificatore off shore del mondo.

“Il Veneto fu precursore - rimarca Marcato - e l’auspicio è che altre regioni italiane possano avere la stessa visione. Ce le ricordiamo tutti le polemiche di quando iniziò l’operazione terminal di Porto Viro, si diceva che ci sarebbero stati problemi all’ambiente, che era pericoloso, che avrebbe azzerato il turismo. Non è avvenuto niente di tutto questo, anzi più passa il tempo più si consolida la scelta strategica di allora, prova ne è che il rigassificatore Adriatic è sempre più un punto di forza dell’approvvigionamento energetico d’Italia, e che ha già iniziato le procedure per implementare la propria capacità di stoccaggio del gas metano”.

Impossibile non fare un riferimento, con Marcato, alle voci di un possibile cambio di mano della proprietà della società Adriatic, da giorni è pubblica l’intenzione da parte di Exxon Mobil e QatarEnergy e la disponibilità di Snam a valutare un aumento della propria partecipazione. “Siamo osservatori interessati - spiega l’assessore regionale - non nego che un aumento della quota Snam ci farebbe piacere in quanto si tratta di un soggetto nazionale. E proprio per questo si presume che l’attenzione al territorio sia massima”. A questo proposito Marcato non si sottrae ad una domanda sui benefici che dovrebbero ricadere sui territori che accolgono infrastrutture strategiche: “Chi sostiene questa tesi ha ragione, non c’è dubbio. Dico però che è lo stato centrale che dovrebbe agire per far ricadere certi benefici sui territori. Il rigassificatore di Porto Viro non ha mica distribuito gas solo al Veneto, ma per tutta Italia. Ecco allora che è lo Stato che dovrebbe ragionare su questo tipo di considerazioni”.

Tornando al ruolo delle opere strategiche il componente della giunta Zaia sottolinea che “la politica non può sottrarsi a svolgere il proprio ruolo e portare avanti scelte necessarie. Faccio un altro esempio: il Mose. Quando il progetto è partito ci furono cassandre che prevedevano danni all’ecosistema, problemi per Venezia e chissà cos’altro. Invece se la piazza di San Marco è protetta dall’acqua alta lo dobbiamo proprio al Mose e a chi fece questa scelta. La dimostrazione che quando la classe dirigente è convinta di una scelta la deve portare avanti anche se al momento c’è chi storce il naso. I fatti ci stanno dando ragione. A Piombino stanno iniziando un percorso che noi abbiamo fatto anni fa, è la strada giusta, perché è quello che serve al Paese. Sottolineo però che la legge speciale per Venezia non viene finanziata dal 2011, e nel tempo si sono susseguiti governo con il centrosinistra, ma nonostante questi la tutela della nostra città capoluogo non ha avuto la giusta considerazione”.

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