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Il caso

Via i frati, anche il convento rischia di diventare un vuoto urbano

La Caritas si occuperà di mandare avanti la mensa per i poveri. Ma il futuro del resto del complesso resta un dilemma.

Via i frati, anche il convento rischia di diventare un vuoto urbano

I frati se ne vanno da Rovigo.

“Come tutti i rodigini sono dispiaciuto che i frati debbano lasciare la città, ma mi unisco ai ringraziamenti del vescovo per quanto fatto in tutto questo tempo”. Il sindaco Edoardo Gaffeo si unisce ai saluti ai Cappuccini che dal prossimo settembre lasceranno il convento di via Cappuccini.

Una grande struttura che per decenni, anzi secoli, è stata uno dei punti di riferimento della vita cittadina, sia per attività religiose che a tema sociale e assistenziale. Una partenza, ufficializzata proprio l’altro giorno da una nota del vescovo di Rovigo, che era nell’aria da settimane e che ora apre due questioni che cercheranno soluzione. La prima, che è anche la meno complicata, è quella relativa al “passaggio di testimone” per le importanti attività che il convento svolgeva in campo assistenziale, su tutti la mensa a favore dei più bisognosi e le tante iniziative benefiche che i frati portavano avanti, anche in collaborazione con le diverse associazioni di Rovigo.

In questo campo pare che la diocesi interverrà per gestire la mensa dei poveri. Probabilmente sarà la Caritas a farsene carico, cercando anche di fare da collante, col sostegno della diocesi, alle tante attività che ruotavano attorno alla missione dei Cappuccini. Lo stesso sindaco ieri ha spiegato che “con la diocesi c’è in corso un dialogo costante, di sicuro le attività gestite per anni dai frati Cappuccini non finiranno nel nulla”.

Più complesso, invece il tema immobiliare; il convento, e l’area che ci sta attorno è di proprietà della Provincia veneta dei frati Cappuccini. Occorrerà trovare quindi un nuovo modo di amministrare. “Anche in questo caso - ha spiegato il sindaco ci sono già delle interlocuzioni in corso. In altre città i conventi rimasti senza frati sono stati dati in concessione ad enti, o associazioni per la gestione di attività socioassistenziali o caritatevoli. Potrebbe essere una linea da seguire anche a Rovigo, però servirebbero enti o gruppi con idee solide da portare avanti, e con le capacità di occuparsi di questo patrimonio immobiliare. Non sarà facile, per questo servono idee e determinazione”. Anche perché lasciare un simile complesso edilizio come “vuoto” a perdere sarebbe una vera disdetta. In città ce ne sono già troppi di vuoti urbani, per questo poi, avendo un valore simbolico, sarebbe ancor più... un peccato.

Il sindaco come tanti altri rodigini è affezionato alla figura del convento dei Cappuccini: “Ricordo le tante attività che ha portato avanti, e poi i campi estivi per i ragazzi, ai quali ho partecipato anch’io come genitore. E poi il fondamentale servizio di assistenza per le persone in difficoltà, il sostegno alle povertà. L’affetto che tutti noi nutriamo per loro non finirà”.

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