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ROVIGO

L’opera di Gabbris Ferrari e il liston di Carlo Piombo

A Palazzo Roncale

L’opera di Gabbris Ferrari e il liston di Carlo Piombo

Una sala gremita ha accolto il ricordo di Gabbris Ferrari. Lunedì pomeriggio, alla sala degli Arazzi di palazzo Roncale, si è tenuto un convegno organizzato da Lions Club Rovigo, sull’artista di origini polesane, scenografo, costumista, regista, ma anche accademico. Durante l’appuntamento tenutosi proprio nella giornata internazionale dedicata al teatro si sono susseguite le parole di Fabio Baratella, già sindaco di Rovigo, parlamentare che ha raccontato il suo rapporto con Gabbris politico, un uomo che sapeva benissimo quello che faceva, che ha dato tanto per la città.

“Come assessore, ha messo il cuore - come racconta Baratella - in ciò che proponeva e portava avanti”. Giorgio Lazzarini, presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, ha invece posto l’attenzione su tutti i progetti che la fondazione ha condiviso nel tempo con lui e in seguito quanto è stato proposto per ricordarlo, in primis, la volontà di dare lustro alla collezione artistica di Gabbris curata dalla fondazione stessa. E ancora tante sono le idee in progetto, come quelle di organizzare un concorso in suo nome e di progettare un museo rodigino del ‘900.

A seguire Carlo Piombo, sindaco di Rovigo alla fine degli anni ’80 ha presentato la sua ultima fatica letteraria ovvero il “Dialogo sul listòn facetissimo et utopisticissimo” nel quale, nel segno dell’amicizia, ritrae una chiacchierata inventata tra Gabbris Ferrari e Sergio Garbato. E grande è stata la commozione da parte di Piombo nel raccontare queste due figure e nel parlarne con genuino senso di affetto. Il libro ha inoltre avuto lo scopo di presentare il comitato rodigino Gabbris Ferrari, introdotto da Claudia Biasissi, che vuole essere un nuovo volano per divulgare la memoria e le idee dell’artista. L’incontro, moderato dalla giornalista Giorgia Brandolese, è poi proseguito con la lettura drammatizzata di estratti del libro a cura di Maurizio Noce, Paolo Rossi e Andrea Zanforlin, intervallati dalle musiche all’oboe di Nicola Medici. Durante la lettura, sono stati proiettati disegni di Gabbris e di Denis Raccanelli.

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