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ADRIA

“I giorni del diluvio”

La storia di Sante, il sindaco ragazzino il libro

“I giorni del diluvio”

Correva l’anno 1951, sindaco della città era Sante Tugnolo, aveva 22 anni. “Il sindaco ragazzino” verrebbe da dire con le parole del presidente Cossiga. Il 14 novembre succede l’apocalisse: il Po rompe gli argini e le acque coprono gran parte del Polesine provocando morti, distruzioni, sofferenze, emigrazioni. Sante Tugnolo si batte come un leone per fare fronte alla drammatica emergenza che ha investito il proprio comune.

Si batte con coraggio, con determinazione, con encomiabile impegno tenendo alto l’orgoglio di una città ferita. Sante Tugnolo è scomparso il 15 febbraio 2017, aveva 87 anni, a lui è stata intitolata la Camera del lavoro della Cgil in via Arzeron. Quel sindaco sarà ricordato domani pomeriggio, alle 17, al museo archeologico in occasione della presentazione del libro “I giorni del diluvio” di Francesco Jori. Il noto giornalista/scrittore sarà in dialogo con Antonio Giolo, referente della biblioteca comunale. Tema dell’incontro alquanto significativo e suggestivo: “Sante Tugnolo, il sindaco che tenne a galla il Polesine”. Così saranno proiettate alcune foto, in larga parte inedite, messe a disposizione dalla famiglia Tugnolo.

Significativa la testimonianza di Luigi Stefani pubblicata nel “Numero unico” della Pro loco in occasione del 40.mo della tragedia. Ricorda che “nel pomeriggio di venerdì 16 un altoparlante su un’automobile avverte la cittadinanza che la situazione è sotto controllo, nella peggiore delle ipotesi si avranno dai 3 ai 5 centimetri d’acqua. Ogni allarmismo è pertanto inutile. Questa – prosegue il racconto di Stefani – è la previsione frutto di lunghe convulse riunioni tra i responsabili al più alto livello delle autorità provinciali”.

Ma Tugnolo è inquieto, non si fida. Si fida di più di certi segnali “naturali” frutto dell’esperienza e saggezza popolare. “Ebbene – sottolinea Stefani – agli Adriesi non era sfuggito il fatto che grosse ‘pantegane’ del Canalbianco, con il crescere minaccioso delle acque, sempre più numerose uscivano dai tombini e, come prese da una strana eccitazione, andavano alla ricerca di luoghi più sicuri, quasi presagissero un’imminente catastrofe”. Alla fine il livello dell’acqua in città superò i cinque metri.

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