VOCE
LAVORO
31.03.2023 - 21:00
Sempre più difficile trovare meccanici, o meglio meccanici da assumere. È la curiosa segnalazione che proviene dagli addetti del settore che confermano di avere difficoltà nel trovare lavoratori da inserire nel proprio organico.
Un problema che nasce non tanto dalla carenza di giovani uscenti dagli istituti ma quanto dalla difficoltà di dare ai ragazzi una formazione completa, in linea con le novità e le aspettative del settore. “In questo momento storico la difficoltà nel reperire personale viene segnalata da molte categorie - ha affermato Luisella Andreotti di Cna - Il problema non è tanto legato alla mancanza di scuole quanto al fatto che quelle presenti non hanno infrastrutture adatte. Oggigiorno, ad esempio, la diagnostica delle auto si fa tramite computer, e non tutte le scuole hanno a disposizione questa strumentazione. Sarebbe importante quindi fare un percorso che coinvolga scuole e aziende, che mostri cosa è cambiato".
Sembrano però essere sempre meno i ragazzi che intraprendono questo percorso scolastico, ancora troppo legati a convinzioni obsolete che vedono il meccanico solo sporcarsi le mani. “Nella mia esperienza sia con l'alternanza scuola lavoro sia con gli stagisti, sotto i 20 anni, provenienti da progetti europei, ho potuto fare un confronto dell’Italia rispetto altri stati, per quanto riguarda il livello di formazione - spiega Massimo Dall’Aglio, del direttivo autoriparazione Cna e operatore del settore - All'estero non sono poi così più avanti rispetto a noi, forse solo le infrastrutture sono migliori, ma quello che i ragazzi interiorizzano è l'esperienza sul campo”.
Ma la formazione scolastica non riesce a rispondere alle esigenze specifiche delle aziende, essendo indirizzata verso un percorso più generale. “Ad esempio lo smontaggio di una gomma si impara a scuola ma per diventare specialista, questo lo si fa solo sul campo - specifica -. Un cambiamento forte nella direzione della formazione più specifica lo stanno portando avanti gli Its, grazie ad un dialogo tra mondo del lavoro e delle scuole che è alla base di molte carenze, non solo strutturali. Vi sono istituti che sono dotati di strumentazioni di diagnosi automotive in uso nelle officine, ma spesso non sono in grado di fare aggiornamenti dei software, perché troppo costosi, o fanno diagnosi su mezzi obsoleti sempre per una mancanza di disponibilità economica”.
Fondamentale, secondo Dall’Aglio, creare un dialogo tra scuola e mondo del lavoro, perché i programmi attualmente sono bloccati e possono semplicemente dare un’idea di ‘cosa fare da grandi’. “Finita la scuola avendo già un’azienda che mi segue o informandosi sulla presenza di aziende che fanno recruitment che mi permettano di specializzarmi in una specifica skill. Ad esempio nell’uso di una pressa particolare, che richiede nozioni di fluido-dinamica”. Al momento, invece, chi arriva nelle officine, anche solo per uno stage, non è in grado di rispondere alle esigenze dei datori di lavoro. “I ragazzi effettivamente non sono pronti - conclude -, e nell’alternanza scuola lavoro ci sono anche pericoli per gli studenti stessi. Non dobbiamo dimenticare che si tratta pur sempre di minorenni. Incapsulandoli in un programma specifico, invece, evitiamo questi rischi, e il fatto che il titolare debba avere mille attenzioni a tutto. È un mondo in forte cambiamento, stanno nascendo academy che permetteranno di specializzarsi in competenze particolari, cosa non fattibile nel percorso scolastico tradizionale perché rischierebbe di bloccare tutta la classe verso un solo specifico insegnamento”.
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