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TEATRO SOCIALE

Figaro ai nostri giorni nel Barbiere made in Rovigo

Sul palco un'opera innovativa

Figaro ai nostri giorni nel Barbiere made in Rovigo

Il Teatro Sociale di Rovigo chiudere alla grande la stagione lirica con “Il barbiere di Siviglia”, capolavoro di Rossini su libretto di Cesare Sterbini, che ha debuttato venerdì sera (con replica oggi alle 16), in una coproduzione nuova, con in testa proprio il Sociale insieme ai teatri di Ravenna, Pisa, Jesi e Lucca. Una riuscita scommessa che puntava, da un lato, sulle competenze dei laboratori scenografici rodigini, che hanno realizzato la poderosa scenografia, consistente in unità abitativa su due piani con quattro ambienti speculari, a fronte di una strada dove passano gli abitanti di una città: incontri che sfioriamo tutti i giorni, in rappresentanza di un universo comune che racchiude tutte le generazioni.

Perché la scelta originale del regista è stata di trasporre la celebre opera rossiniana ai giorni nostri, in un ironico gioco delle parti, nel quale “niente è come sembra” ed i personaggi diventano delle tipologie fisse in cui gli spettatori si possono identificare, mentre il soggetto è la classica storia d’amore ostacolata, che convola “a giuste nozze”, grazie ad un solerte aiutante, neanche tanto disinteressato, Figaro il barbiere tuttofare, appunto. Dall’altra parte, la nuova messinscena puntava soprattutto sui giovani accanto a conferme di grande esperienza: ad incominciare dal direttore d’orchestra Giulio Cilona, al suo debutto italiano prima di Berlino, che ha dialogato e collaborato con un regista affermato come Luigi De Angelis.

Allo stesso modo, il cast è composto da grandi interpreti rossiniani su cui spiccano il baritono Alessandro Luongo, nel ruolo del protagonista Figaro, il basso Omar Montanari (il tutore don Bartolo), il tenore Matteo Roma (conte di Almaviva, il pretendente), insieme a debuttanti come la mezzosoprano Mara Gaudenzi, che ha già collezionato successi a Torino e al Teatro alla Scala. Come giovani un gruppo di comparse, provenienti da istituti scolastici rodigini, che hanno aggiunto una gradevole nota di colore “disegnando” vari abitanti della città. Le musiche sono state eseguite dall’Orchestra regionale filarmonica Veneta con il Coro lirico veneto diretto da Flavia Bernardi.

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