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ORRORE AD ARIANO

“Perché un bimbo aveva quell’arma?”

“Grave che dei bambini così piccoli avessero accesso a una pistola carica. C’è molto da chiarire”

“Perché un bimbo aveva quell’arma?”

C’è un interrogativo, tragico, dietro la storia di Rkia, la giovane mamma di Ariano nel Polesine morta dopo che uno dei figli, giocando con una pistola, ha fatto accidentalmente partire un colpo fatale. Ed è, appunto, questo: come ha fatto un bambino di soli 8 anni a trovarsi tra le mani, in modo così facile, un’arma carica? Un aspetto che saranno gli inquirenti a cercare di svelare, ma che ha traumatizzato il Polesine.

Filippo dice: “E’ una tragedia immane. Sto pensando alla famiglia della donna: marito e figli sono stati massacrati dall’opinione pubblica, con le voci che si rincorrevano attribuendo loro l’omicidio. Certo, ci sono molte cose da chiarire, ma si tratta di un episodio che forse andava trattato con maggior riguardo, in attesa di una verità che ora finalmente sta venendo a galla”.

A continuare è Kenya: “Questa è una vicenda molto strana: è la prima cosa che mi è venuta in mente non appena ho iniziato a leggere gli articoli riguardo l’accaduto. Ma soprattutto quello che mi chiedo è come sia possibile che un’arma, non un giocattolo, fosse nelle mani di un bambino così piccolo. Ci sono tante cose da chiarire: è tutto molto strano”.

Carlo aggiunge: “E’ chiaro che la prima cosa su cui riflettere è proprio il perché un bambino avesse nelle proprie mani uno strumento di morte. Ovviamente non possiamo tirare somme, ma credo che sia fondamentale anche capire di più rispetto al proprietario di quest’arma. Perché era lì? Cosa ci faceva una pistola a disposizione in maniera così facile per qualunque persona?”. Infine, Chiara conclude: “Questo omicidio è un fatto molto grave che ha scosso tutti. L’arma non doveva essere in mano a quel bambino: di solito questi oggetti, a quanto ne so, dovrebbero essere conservati dentro una cassaforte e anche scarichi. C’è molto da chiarire”.

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