VOCE
ROVIGO
06.04.2023 - 21:00
Diciamolo: sulle armi ai vigili qualche dubbio resta. Non sul fatto di dare le pistole alla polizia locale: una decisione passata praticamente all’unanimità in consiglio comunale la settimana scorsa. E’ sulle modalità operative che resta qualche incertezza.
Ad esprimerle, con il garbo dettato dalla posizione istituzionale, il presidente del consiglio comunale Nadia Romeo (Pd). Una che proprio non si può accusare di non voler dare le pistole ai vigili: il percorso che ci ha portati fin qui, in qualche modo, lo ha iniziato proprio lei, quasi quindici anni fa, quando era assessore alla polizia locale nella giunta Merchiori. “Questa storia - dice - non deve avere nessun pregiudizio ideologico né strumentale, ma va affrontata con la massima attenzione”.
A preoccupare la Romeo, che raccoglie anche le voci di sindacati ed Rsu (“perché non è soltanto la Cgil a non aver potuto visionare la bozza definitiva del testo arrivata in aula”, sottolinea), ci sono alcuni aspetti. Primo tra tutti, forse, il fatto che gli agenti siano obbligati a portarsi a casa la pistola. “Portare un’arma in casa, dove magari ci sono bambini piccoli, desta preoccupazioni; ce ne accorgiamo anche senza dover scomodare la cronaca di questi giorni”, dice. Il problema è l’assenza di una vera e propria armeria, anche nel nuovo comando di viale Marconi.
“Ci sono le cassette di sicurezza, ma hanno bisogno di un piantone 24 ore su 24, che non c’è, o di sistemi di sicurezza. Ora abbiamo 14 pistole, ma quando doteremo tutti gli agenti dell’arma non ci saranno cassette per tutti, e se la dovranno portare a casa”, spiega la Romeo. Non è tutto: “Anche pensare di mandare di pattuglia un vigile armato e uno disarmato desta qualche perplessità”.
Insomma, il regolamento non è perfetto. “Ma ci sono i margini di manovra per aggiustarlo - spiega la presidente del consiglio comunale - auspico si possa fare quella riunione con tutti gli agenti mai convocata finora, e un tavolo con sindacati e Rsu in cui l’amministrazione possa concertare queste modalità operative. “Credo - conclude la Romeo - sia necessario riflettere sulle modalità di partecipazione al processo decisionale, soprattutto su temi delicati come questi, che riguardano la sicurezza di tutti, agenti e cittadini. Basta con le forzature: ritroviamo le serenità per sciogliere i nodi irrisolti”.
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