VOCE
IL CASO
08.04.2023 - 21:00
Non sarà presente in aula, come responsabile civile, la Provincia di Rovigo, nell’ennesimo processo del filone Coimpo, dal nome dell’azienda nel cui stabilimento, condiviso in parte con Agribiofert, il 22 settembre del 2014 trovarono la morte quattro lavoratori, uccisi da una nube di gas tossico. Quest’ultima si sviluppò, a quanto emerso dalle indagini, durante il trattamento di fanghi con acido: l’azienda, infatti, si occupava proprio del recupero di questi materiali, per trasformarli in fertilizzanti da spandere sui campi.
La decisione è stata presa dai giudici del Collegio di Rovigo giovedì 6 aprile. Questo significa che le parti civili costituite, ossia i danneggiati, non potranno rivalersi sulla Provincia di Rovigo. Quest’ultima era stata citata da uno degli avvocati di parte civile in quanto uno dei due imputati nel procedimento è un ex dipendente proprio della Provincia.
Gli vengono contestati l’omicidio colposo, per quelle quattro morti, reato per il quale numerosi altri imputati sono già stati processati, con varie condanne, e la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. In estrema sintesi, il dipendente avrebbe assicurato alle pratiche di Coimpo in Provincia, competente per le questioni ambientali, un iter particolarmente benevolo, omettendo vari passaggi che, invece, alla luce delle dimensioni dell’impianto e della tipologia di lavorazioni, sarebbero stati necessari. In cambio, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe ricevuto denaro in varie forme, per somme decisamente elevate, nell’ordine di alcune centinaia di migliaia di euro.
Il passaggio di denaro sarebbe avvenuto tramite finanziamento, da parte dei vertici Coimpo, di una società con la quale aveva legami, tramite la moglie, il dipendente, ma anche tramite fatture di ditte delle quali secondo l’accusa il dipendente della Provincia sarebbe stato il gestore occulto.
Per questi passaggi di denaro erano stati indagati anche due degli allora vertici di Coimpo, ma solo uno è imputato nel procedimento in corso, essendo l’altro irreperibile, con posizione stralciata. L’intenzione del Collegio, comunque, è quella di procedere a riunire anche questa posizione al procedimento in atto.
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