VOCE
ADRIA
12.04.2023 - 13:00
Manca solo l’ufficialità, ma l’operazione è ormai fatta: l’Eni, attraverso la propria controllata Versalis, si appresta all’acquisto di Novamont, leader mondiale nel campo delle rinnovabili con uno stabilimento all’avanguardia anche a Bottrighe, la Mater Biotech. Una conferma che l’accordo è praticamente fatto arriva dalla lettera inviata nei giorni scorsi ai dipendenti di Bottrighe dall’amministratore delegato di Novamont Catia Bastioli nella quale si annuncia il cambio di proprietà.
In questo modo “Eni salirà al 100% di Novamont – secondo quanto riportava qualche giorno fa la rivista specializzata Milano Finanza - per creare un grande polo della chimica verde attraverso la controllata Versalis, che già possiede una quota del 36%. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi è nelle fasi finali della trattativa in esclusiva con Mater-Bi, società controllata da Investitori associati II e NB Renaissance, che detiene il restante 64%. L’accordo per l’acquisto dell’intero pacchetto azionario di Novamont potrebbe essere comunicato a breve”.
Novamont è una delle aziende leader a livello internazionale nel campo della chimica da fonti rinnovabili, in particolare nell’ambito delle bioplastiche biodegradabili e compostabili. Versalis è la prima azienda chimica italiana e leader a livello internazionale, con una strategia mirata verso la specializzazione anche attraverso la chimica da fonti rinnovabili. “Nell’esercizio 2022 – riporta Milano Finanza - ha segnato una perdita di 250 milioni di euro, operando in un contesto fortemente competitivo e con una domanda di mercato debole, con l’ulteriore aggravio dei costi energetici indicizzati al prezzo del gas, come si legge nella relazione finanziaria della capogruppo”.
Da parte sua Novamont è una società Benefit con 650 dipendenti, il gruppo ha un fatturato di circa 414 milioni di euro e detiene circa 1.400 tra brevetti e domande di brevetto. La sede è a Novara, mentre gli stabilimenti produttivi sono dislocati a Terni, Bottrighe e Patrica (Frassati). In più ha laboratori di ricerca a Novara, Terni e Piana di Monte Verna (Caserta). Con Versalis ha già una joint venture paritetica a Porto Torres (Sassari) e possiede anche una società con Coldiretti per lo sviluppo e la distribuzione di soluzioni per l’agricoltura. È attiva all’estero con sedi in Germania, Francia, Spagna e Stati Uniti.
Mater Biotech è il risultato del progetto di riconversione industriale del precedente sito BioItalia ex Ajinomoto, in una logica di rigenerazione territoriale e di valorizzazione delle infrastrutture, delle competenze e delle professionalità pregresse, con positive ricadute sull'industria a valle e sull'indotto. Sono circa settanta le persone che lavorano attualmente nello stabilimento in via Gramsci.
Mater Biuotech rappresenta il primo impianto industriale dedicato a livello mondiale in grado di produrre butandiolo (1,4 Bdo) direttamente da zuccheri attraverso un processo fermentativo. Il biobutandiolo presenta una carbon footprint inferiore del 50% rispetto al Bdo tradizionale. L’impianto ha una capacità produttiva di 30mila tonnellate l’anno ed è stato concepito per riutilizzare i sottoprodotti per il fabbisogno energetico dell’impianto stesso, ottimizzando così il ciclo di vita dell’intero processo. Inoltre l’1,4 Bdo prodotto da Mater Biotech è utilizzato come building block rinnovabile per la produzione delle bioplastiche Novamont. In particolare rende possibile la produzione della quarta generazione del Mater-Bi, aumentando notevolmente il suo contenuto di materie prime rinnovabili, passando così da circa il 35% a oltre il 60% per i gradi destinati alla produzione di film. In questo modo e in grado di diminuire ulteriormente le emissioni di gas effetto serra, carbon footprint inferiore del 10-15%.
Il 29 marzo scorso, il direttore dello stabilimento Stefano Dessì ha guidato una delegazione di rappresentanti istituzionali, cittadini e organi di stampa, all’interno dell’impianto per mostrare le moderne tecnologie adottate per abbattere rumori e odori.
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