VOCE
ROVIGO
16.04.2023 - 05:00
Per un giorno la cittadella sociosanitaria di Rovigo è tornata ad essere, idealmente, la sede della Scuola allievi finanzieri. Si è svolto il raduno del primo corso Piave del 1983. Quel 6 aprile, data di inizio del corso è nato un legame, dimostratosi indissolubile, tra i giovani allievi e la città di Rovigo. Un motivo di orgoglio, di appartenenza che, straordinariamente, si è consolidato nel tempo: ogni 5 anni, infatti, gli allievi del corso si riuniscono per condividere i ricordi, riappropriarsi dello spirito di corpo e trasmetterne i valori attraverso le singole esperienze di vita. Un amarcord, quindi che si rinnova periodicamente.
Grazie all’organizzazione perfetta del sottotenente di complemento, in congedo, Carlo Antonio Rotondo e dei brigadieri, in congedo, Antonio Dentuto, Vittorio Canciani e Giovanni Grande, 110 persone sabato 15 aprile hanno raggiunto l’ex sede del battaglione alle 9.45 alla presenza del generale Mario Marzeddu, ex comandante della 11esima compagnia, il generale Mauro Lolli, ex aiutante maggiore del terzo battaglione, Roberto Fante allora Sottotenente medico del Battaglione ed il colonello Alessandro Morelli allora comandante di plotone dell’undicesima compagnia.
Don Luca Busetto ha celebrato la messa nell’aula magna, esprimendo, nell’omelia, il paragone con il patrono della Guardia di Finanza, San Matteo: come lui anche gli allievi, allora giovani, erano digiuni delle leggi e degli insegnamenti poi appresi e posti in essere a protezione degli interessi dello Stato. Compiti svolti con scrupolo e precisione non solo nel settore economico finanziario ma a 360 gradi con riguardo ad ambiti complessi che distinguono, da sempre, la Guardia di Finanza.
Un momento di forte emozione ha scosso i presenti quando, durante la funzione, sono stati ricordati i colleghi purtroppo deceduti, ma sempre vivi nei cuori di tutti. Il sottotenente Rotondo, soddisfatto per l’ottima riuscita dell’evento, conclusosi con un pranzo conviviale, ha evidenziato: “Rispetto ad altri corsi allievi ritengo che ciò che ci accomuna e ci distingue sia un forte legame, che non è mai venuto meno in tutti questi anni, alimentato dallo spirito di corpo che ci è stato insegnato proprio tra queste mura. Desidero così continuare ad organizzarli proprio per mantener vivo questo spirito e, naturalmente, sempre qui a Rovigo”.
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