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OCCHIOBELLO

Così il capitano Ranzani vivrà per sempre

Gli verrà intitolata un'area verde

Il papà di Massimo, alpino morto in Afghanistan: "Spero non sia stato tutto inutile"

E’ in dirittura d’arrivo l’intitolazione dell’area sportiva di via dei Pini a Santa Maria Maddalena al capitano Massimo Ranzani, fortemente voluta dall’amministrazione comunale di Occhiobello. Il giovane ufficiale degli alpini, caduto in Afghanistan nel 2011 durante una missione di pace, attraverso questa intitolazione, sarà quindi ricordato soprattutto dalle giovani generazioni, da ragazze e ragazzi che, come lui, amano lo sport e il calcio in particolare, quelli che vestono e vestiranno le maglie de La Vittoriosa, ma anche le calciatrici e i calciatori di altre squadre che sui campi di Santa Maria Maddalena avranno modo di confrontarsi con le squadre locali.

Massimo Ranzani è deceduto il 28 febbraio 2011 a causa dell’esplosione di un ordigno esplosivo che ha colpito il Lince del Quinto Reggimento Alpini che stava riportando alla base lui e i suoi uomini al termine di una missione. Sabato prossimo, 22 aprile, alle 10.50, sarà svelata una targa per l’intitolazione a Massimo Ranzani dell’area sportiva di via dei Pini a Santa Maria Maddalena, l’amministrazione comunale intende così rendere omaggio alla memoria dell’Alpino, peraltro appassionato sportivo, dedicandogli un’area in cui quotidianamente centinaia di ragazzi della Vittoriosa praticano sport.

Successivamente all’intitolazione i giovani atleti saluteranno l’intitolazione dell’area a Massimo Ranzano con una partita amichevole. Alla cerimonia interverranno autorità militari, il colonnello Massimiliano Cigolini, delegato del comando truppe Alpine e comandante del quinto reggimento Alpini, e civili, con il Prefetto Clemente Di Nuzzo, gli assessori regionali Elena Donazzan e Cristiano Corazzari e, ovviamente, il sindaco di Occhiobello, Sondra Coizzi. Sarà inoltre presente Mario Ranzani, papà di Massimo, cui recentemente anche il Comune di Ferrara ha dedicato una strada cittadina per ricordare la statura e il coraggio dimostrati dall’ufficiale alpino negli anni trascorsi a servizio dell’esercito italiano.

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