VOCE
IL CASO
27.04.2023 - 20:00
Velox
Non si possono dimenticare gli incidenti, il sangue, le vittime. I “giovani, soprattutto i giovani”, sottolinea il prefetto di Rovigo Clemente Di Nuzzo, e non è la prima volta che lo fa. E’ la prefettura che segue le istruttorie per autorizzare i velox in provincia ed è la prefettura che riceve e decide dei ricorsi degli utenti che lamentano di aver ricevuto multe illegittime.
Spiega Di Nuzzo: “Gli autovelox vengono installati sulla base di un decreto prefettizio che individua i tratti di strada su cui possono essere installati i dispositivi che rilevano la velocità, sia in presenza di operatori, che senza. Per inserire questi tratti di strada viene fatta un’analisi della incidentalità da parte degli organi tecnici, ovvero polizia stradale che enti proprietari delle strade: comuni, provincia, Veneto Strade o Anas. Vengono esaminate le caratteristiche planoaltimetriche, la segnaletica per verificare se sono idonei".
"C’è poi una successiva istruttoria della polizia stradale per verificare se in concreto un dato dispositivo dà controindicazioni su quel preciso punto, come da progetto presentato dall’ente proprietario. Dunque un autovelox viene installato se viene superata la doppia verifica, di elementi di fatto afferenti, da un lato le statistiche sull’infortunistica e dall’altro le caratteristiche di quei dati tratti stradali”.
Secondo una recente ricognizione della polizia stradale sono 45 (compresi i neonati velox di Giacciano con Baruchella e di Bosaro), i velox fissi e attivi della provincia. Un dato che non considera, tuttavia, i velobox, ovvero i velox a sorpresa, vuoti, ma che di tanto in tanto “scattano” la temuta foto. A decine in tutto il territorio.
Di Nuzzo fa tuttavia notare che “indubbiamente il nostro reticolo stradale, con tante strade strette a doppio senso di marcia, strade arginali, spesso costeggiate da fossi, o da alberi secolari, è particolarmente pericoloso. E abbiamo pagato un tributo di vite, anche giovani, anche recentemente. In questo contesto critico, la presenza di autovelox rappresenta un deterrente all’eccesso di velocità”.
Il dato sugli incidenti, “in calo negli ultimi decenni”, dà ragione alla scelta polesana, che ha un primato poco popolare, bisogna dirlo, anche di multe elevate in piccoli comuni, come Calto o Bagnolo di Po, che ogni anno contano più sanzioni che abitanti.
“Lo dico da automobilista che spesso reprime la tentazione di accelerare, sia chiaro, i dati ci dicono che negli anni l’incidentalità è diminuita e questo va ascritto all’effetto deterrenza che hanno gli autovelox. Se a Bagnolo incassano con le multe significa che c’è chi viola il codice della strada. Noi come prefettura facciamo comunque una verifica capillare che i dispositivi installati in provincia siano conformi”.
Anche i ricorsi ricevuti dalla prefettura (si può ricorrere anche dal giudice di pace), vengono per lo più respinti.
Di istruttorie per nuovi e impopolari apparecchi ce ne sono varie in corso. Tenetevi pronti per Badia Polesine, Polesella, Fratta Polesine, Calto, Ceregnano e Rovigo.
Già, a Rovigo, è bene ricordarlo, in via Forlanini è morto Antonello Zannato, 58enne. Attraversava sulle strisce pedonali quando è stato falciato da un’auto. Era il 28 novembre scorso e tutti a gridare “vergogna” perché in quel tratto stradale un velox era stato installato, poi disinstallato. E’ bene ricordare lui, come altre vite perse sulla strada e che forse la memoria vorrebbe cancellare, troppo dolorose. Tocca a chi lavora per prevenire queste tragedie fare memoria e trovare soluzioni.
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