VOCE
Rovigo
12.05.2023 - 21:14
ROVIGO - “Caro sindaco, lo sapevi”. E’ più o meno questo il sotteso della nota con cui l’Ulss, venerdì 12 maggio, ha voluto fornire “precisazioni su Iras e Casa Serena”. L’azienda sanitaria polesana proprio non ci sta a sentirsi addossare la responsabilità del milione di euro di lavori in più necessari per la riqualificazione dell’area delle cucine. Anzi: di quella variazione del progetto non solo - sostengono dalla Cittadella - il Comune sapeva tutto, ma ogni modifica era stata concordata. Dunque, non doveva essere per nulla una sorpresa quel milione di euro di lavori in più agitato ora come un ostacolo che rischia di mettere in crisi la tenuta stessa dell’accordo salva-Iras, proprio all’ultima curva. Anzi: proprio in conseguenza dell’ulteriore spesa, l’Ulss pagherà 80mila euro in più all’anno di affitto, 800mila euro nei dieci anni previsti di contratto. Come a dire: il vero rincaro per il Comune, nel lungo periodo, è di “soli” 200mila euro.
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Nella nota ufficiale, la direzione dell’Ulss 5 ricostruisce gli avvenimenti che hanno portato alla modifica dell’accordo. “Per quanto riguarda i servizi che l’azienda sanitaria ha programmato di riallocare a Casa Serena dopo i necessari interventi di ristrutturazione da parte del Comune - si legge - nelle diverse ipotesi oggetto di confronto e di sopralluoghi con il Comune stesso, alcuni spazi dell’immobile sono stati destinati ad ospitare i centri diurni per disabili e persone con dipendenze, altre attività socio-sanitarie, attività didattiche e foresteria”. Fin qui il progetto originario.
Con l’ultima modifica all’accordo di programma, poi, “conseguente alla prevista dismissione delle cucine e quindi alla messa a disposizione di ulteriori spazi, l’azienda sanitaria - scrivono dall’Ulss - ha proposto di integrare l’accordo stesso includendo tali nuovi spazi al piano terra (ex cucine) e rimodulandone altri, per meglio collocare le attività previste”. “Tali modifiche - sottolineano dalla direzione Ulss - sono state puntualmente comunicate e condivise con il Comune”. L’estensione degli spazi in favore dell’azienda sanitaria, dunque, “ha comportato, contestualmente all’aumento della metratura da destinare alla stessa, la rideterminazione in incremento del canone annuo di locazione per 80mila euro in favore del Comune (cannone rivalutabile nei dieci anni di locazione sulla base dell’andamento delle condizioni di mercato)”. Dunque, potenzialmente persino di più di 800mila euro.
Concludono dall’Ulss: “In riferimento alla necessità rappresentata dal Comune di dover reperire un milione di euro aggiuntivo per poter rispondere a quanto previsto nell’accordo di programma, considerato che modalità e tempistiche di attuazione dell’accordo stesso saranno frutto di successivi atti attuativi tra le parti, l’azienda sanitaria definirà con il Comune il cronoprogramma degli interventi”.
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