VOCE
IL CASO
28.02.2025 - 22:31
Il “caso piscine” riemerge di nuovo, con una “bolletta” da 4.575.203 euro chiesta a 20 persone, fra dirigenti e amministratori del Comune di Rovigo, che sono stati citati in giudizio dalla procura della Corte dei Conti che contesta in ipotesi accusatoria tale danno erariale. Si tratta dell’indagine contabile sull’intricata e annosa vicenda del project financing del nuovo polo natatorio di viale Porta Po. E, mentre le vasche interne sono tornate ad essere frequentate quotidianamente da centinaia di persone, sotto un gestore diverso rispetto all’originario Rhodigium Nuoto, e si lavora alla riapertura della vasca olimpionica esterna, mercoledì scorso la viceprocuratrice generale della Corte dei Conti di Venezia ha firmato l’atto di citazione nei confronti delle 12 persone che nel consiglio comunale del 28 febbraio 2005 hanno approvato la proposta di progetto, ovvero l’ex sindaco ed attuale consigliere di Forza Italia Paolo Avezzù, l’attuale vicesindaco Andrea Bimbatti, l’attuale consigliere di Fdi Marco Venuto, Beatrice Di Meo, Nicola Settini, Mirko Gennari, Mauro Visentin, Stefano Bellinazzi, Lucio Giomo, Renzo Bellinello, Rinaldo Salvan e Renato Borgato, poi alla dirigente ancora a capo della ragioneria Nicoletta Cittadin e all’ex dirigente Alberto Moscardi, nonché all’ex sindaco Fausto Merchiori, all’ex vicesindaco Graziano Azzalin e agli ex assessori Raffaela Salmaso, Giovanna Pineda e Giancarlo Moschin e l’attuale parlamentare Nadia Romeo, che avevano votato la delibera 75 del 2007 di integrazione della clausola che prevedeva la tristemente nota “surroga” del Comune nei debiti dei costruttori in caso di insolvenza che era stata inserita nel project siglato il 9 giugno 2006, tra il primo turno e il ballottaggio delle elezioni poi vinte da Merchiori su Avezzù per una manciata di voti.
Rispetto all’invito a fornire deduzioni dello scorso 17 luglio, sono state stralciate le posizioni dell’ex funzionaria Maria Rocca e dell’ex dirigente Michele Cavallaro, accogliendo le loro tesi difensive, che “si ritengono estranei alla causazione del danno”, si scrive nell’atto.
Cambia anche la quantificazione finale di quello che per la Procura contabile sarebbe il danno per la casse comunali, rideterminato da 4.696.105 a 4.575.203 euro. Ma non sono state accolte le poste che secondo le posizioni difensive, nel bilancio complessivo di uscite e entrate, si sarebbero dovute conteggiare, come i guadagni che il Comune avrebbe potuto avere dalle gestione della piscina e che, si è scoperto poi, non ha mai avuto perché i canoni non sono stati mai versati da Rhodigium Nuoto, e come la mancata spesa, perché essendo entrato nella piena proprietà dell’impianto non è stato più tenuto a pagare il canone da 245mila euro l’anno per le 6mila ore di corsia riservata, cosa che avrebbe dovuto fare fino al 2032. Insomma, i benefici derivanti dal fatto che 12 anni di anticipo rispetto al contratto iniziale il Comune è tornato in pieno possesso del polo natatorio. Secondo la Procura manca la “causalità giuridica”.
La storia è lunga e complessa. Ed è stata oggetto anche di una commissione consiliare d’inchiesta istituita nel settembre 2013 su richiesta di Silvia Menon. Una commissione incentrata prevalentemente sull’aspetto del cosiddetto “lodo Baldetti”, ovvero il contenzioso sul ritardo nella consegna del terreno dell’ex Baldetti a Veneto Nuoto, la società che ha realizzato il project, che doveva rientrare dall’investimento di 10 milioni proprio grazie al quel terreno, valutato circa 3,6 milioni, nonché dalla gestione delle nuove piscine per 25 anni. Ritardo dal maggio 2011 al maggio 2012. Quindi con altri amministratori. Inoltre proprio il “lodo Baldetti”, con il valore della penale indicata in 1 milione 370mila euro dal collegio arbitrale, in realtà è rimasto solo su carta, perché la Corte di Cassazione, il 6 marzo 2024, avrebbe accertato l’inefficacia tanto del Lodo arbitrale quanto della sentenza della Corte d’Appello che ne aveva dichiarato inammissibile l’impugnazione. Quindi, viene contestato un debito che è stato cancellato.
Diverso è il discorso della “surroga”, definita dalla Procura “accollo”, in base alla quale il Comune doveva subentrare nei mutui con le banche in caso di insolvenza di Veneto Nuoto, fallita nell’ottobre 2018 con il Comune che si è trovato sul groppone un debito di 6,3 milioni con Unipol, risolto con una proposta transattiva di saldo stralcio in seno al concordato fallimentare da 4,5 milioni. Somma contestata come danno. Senza contare, però, che, contestualmente il Comune è tornato in pieno possesso delle piscine, quindi anche della gestione che è però rimasta, “galleggiante”, a Rhodigium Nuoto alla quale ha poi chiesto il pagamento di alcune rate che non sono state pagate, già a Veneto Nuoto vantando un debito per lavori eseguiroi, per un valore di 2,5 milioni, oggetto di un atto ingiuntivo del Comune, ma solo nel 2023, tre anni dopo il concordato del 2020. Ora sarà in giudice, a partire dalla prima udienza il prossimo 10 luglio, a cercare di districarsi in questa complessa vicenda.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 