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Adria

La città piange Luciano Pretto

Oggi il funerale in Cattedrale

La città piange Luciano Pretto

La comunità adriese si appresta a dare l’ultimo saluto a Luciano Pretto, venuto a mancare domenica all’età di 70 anni. Da diversi anni era stato colpito da una malattia che aveva fortemente compromesso le sua attività motorie. Lascia la moglie Monica De Feo, i figli Francesco e Damiano. Il rito delle esequie viene celebrato oggi pomeriggio alle 15 in Cattedrale. La camera ardente è stata allestita nella Casa funeraria Zanella in via mons. Pozzato.

Profondo e sincero il cordoglio di tutta comunità adriese che lo ricorda come persona buona, mite, gentile, sempre disponibile a venire incontro alle esigenze più diverse, soprattutto per le persone più deboli. Il cordoglio della città è arrivato domenica pomeriggio durante la festa di Carnevale in piazza Cavour quando il vicesindaco Federico Simoni ha dedicato “un pensiero riconoscente a Luciano Pretto, scomparso da poco, che molto si è speso per la nostra comunità”. Parola salutate da un caloroso applauso.

Tante e sentite le testimonianze di riconoscenza per la professionalità e generosità dimostrata sul lavoro come dipendente delle Poste. Su tutti vale il commento di Fauzia Bertaglia: “Una grande persona sempre disponibile e accogliente. Mai nessuno come lui nell’ufficio postale di Bellombra. Resterà sempre nei nostri cuori”.

Luciano è stato fin dall’inizio un autorevole esponente di Comunione e liberazione, il movimento religioso fondato da don Luigi Giussani, un leader a livello locale, ma molto conosciuto e apprezzato al vertice della fraternità nel capoluogo lombardo. Così pure per la sua esperienza nel Movimento popolare. Ha militato nella Democrazia cristiana: è stato eletto consigliere comunale, nel 1985 è risultato il primo degli eletti in assoluto. Successivamente ha assunto l’incarico di vicesindaco con Franco Grotto e, più avanti, assessore con Sandro Gino Spinello. E proprio quest’ultimo lo ricorda con parole commosse.

“La notizia della sua scomparsa così improvvisa mi ha reso attonito, muto – afferma - Luciano era mio coetaneo ci conoscevamo da sempre come tutti ad Adria. Fu assessore della mia prima giunta Dc-Pci, un atto storico, una sperimentazione politica molto azzardata e gli esiti erano incerti. Luciano ebbe un ruolo fondamentale, anche se non molto conosciuto, in quella esperienza”. E aggiunge: “Gli sarò sempre grato per quel lavoro che seppe fare di collegamento e anche di accreditamento mio personale verso le autorità ecclesiastiche e l'associazionismo cattolico. E' stato un amministratore serio e competente. Lo chiamavo bonariamente ‘commissario’ per la rigorosità e

l'integrità dei comportamenti che pretendeva da sé e da tutti noi. Nelle stesse dinamiche interne della giunta, pur essendo di diverse impostazioni ideali e culturali, siamo sempre stati, comunque, accomunati nel voler stare vicino ai più deboli, ai più sfortunati”.

Spinello ricorda l’ultimo doloroso tratto di via: “Luciano ha combattuto per tanti anni la malattia, mai si è lasciato andare, credo che questo sia stato possibile per la profondissima fede che l'ha sempre sorretto. Monica, la sua sposa, l'ha sempre accudito fino all'ultimo respiro, un esempio che merita il giusto riconoscimento e un infinito ringraziamento da tutti noi”.

Affetto e riconoscenza nella nota di condoglianze diramata da AssoFerrini. “Luciano è stato un nostro vero amico e sostenitore, per noi è stato un’àncora per fiducia sempre profusa nel nostro progetto di rilancio delle attività artistiche e della riapertura ufficiale del teatro dopo tanti anni di chiusura. Siamo estremamente commossi che ci abbia lasciato anche se la sua malattia nell’ultimo periodo si era aggravata. Ma ci ricordiamo sempre le sue decise parole di incoraggiamento ad andare avanti sempre di fronte a ogni difficoltà, anche il suo plauso ad ogni nostro successo. Grazie Luciano sei stato per noi uno ‘spettacolo’ di persona. Ti ricorderemo sempre come uno di noi, innamorato della cultura teatrale e delle cose fatte bene”.

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