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POLITICA

Nessun nome per la poltrona vuota

A parte l’autocandidatura di Campanile, tutto appare congelato. Ma Rossini sgomita

Nessun nome per la poltrona vuota

La revoca dell’ormai ex assessore Matteo Zangirolami è una “ferita” ancora troppo fresca per pensare al futuro. E, a quanto pare, anche per commentare o fare dichiarazioni riguardo l’accaduto. In altre parole, c’è bisogno di tempo per incassare il colpo sia dentro che fuori Fratelli d’Italia, partito che si è visto “silurare” dal sindaco Valeria Cittadin due assessori nel giro di poco più di due mesi e al quale, adesso, spetta il compito di aprire le trattative con il primo cittadino per la nomina del nuovo assessore, fornendo il nome o i nomi tra i quali scegliere la persona adatta a ricoprire quel ruolo.

Certo, sul punto il sindaco è stata chiara e ha dichiarato: “Rimarrò in attesa che il nostro partito di maggioranza, Fratelli d’Italia, del quale ho piena stima e rispetto, proponga il nuovo nome dell’assessore auspicando una importante condivisione con tutto il gruppo consigliare di riferimento”. Ma questa volta, a differenza di quanto avvenuto dopo il “licenziamento” di Maniezzo, i nomi dei possibili assessori faticano a circolare. In compenso, FdI dovrà fare i conti con più di una autocandidatura. Perché c’è poco da fare, il ruolo di assessore fa gola a tanti. Uno tra quelli che più o meno velatamente si è proposto a più riprese a Cittadin è l’attuale capogruppo di FdI, Renato Campanile.

Già all’epoca del ritiro delle deleghe a Maniezzo si era dichiarato “a disposizione” qualora il sindaco gli avesse chiesto di assumersi l’impegno di entrare in giunta. Poi da quando la poltrona di Zangirolami ha iniziato a traballare, ovvero da fine gennaio, Campanile si sarebbe proposto più volte a Cittadin come possibile assessore. Quanto a Fratelli d’Italia, il partito dovrà decidere se scegliere il futuro assessore da proporre al sindaco tra i nove consiglieri comunali o se affidarsi ad un esponente esterno al gruppo consiliare. Un’altra variabile da considerare è il congresso comunale del partito alle porte. Il 15 marzo è vicinissimo, manca appena una decina di giorni: l’elezione del nuovo coordinatore potrebbe cambiare gli equilibri in campo e, in questo contesto, la trattativa per la nomina potrebbe prendere una strada diversa. Ad ogni modo, tra i nomi in lizza tra i consiglieri in carica c’è quello di Marco Venuto, sul quale il gruppo consiliare aveva puntato già al momento della sostituzione di Maniezzo, ma si sta facendo largo anche l’ipotesi Sofia Tasinato, da poco entrata in consiglio a seguito della surroga di Denti, come pure quella di Sara Moretto. Al di fuori del gruppo consiliare, uno dei nomi possibili nomi è quello di Diego Melloni. La rosa delle ipotesi tra i militanti di FdI si ferma qui.

Poi ci sono gli outsider, come Antonio Rossini, capogruppo all’opposizione della lisa Noi con Rovigo-Ci piace, che nelle ultime settimane si è avvicinato molto alla maggioranza con dichiarazioni di apprezzamento nei confronti della giunta che lasciano molto poco spazio alle speculazioni e alla dietrologia. Quest’ultima strategia, però, sembra sia molto difficile da tradurre in realtà. Più che altro perché appare improbabile che il principale partito di maggioranza relativa fatichi ad esprimere un assessore scegliendolo tra i propri iscritti. In altre parole, la situazione è in continua evoluzione tant’è che i giochi sono in alto mare e ci vorrà qualche giorni perché si delinei un quadro più chiaro.

Resta vivo, inoltre, il malumore dei vertici di FdI nei confronti del sindaco Cittadin per il modo in cui ha revocato Zangirolami, non tenendo conto degli accordi che erano stati presi una settimana fa. Ed è anche per questo disappunto che i due assessori di FdI (De Luca e Denti) lunedì hanno disertato la giunta convocata nel pomeriggio.

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