VOCE
Il caso
08.03.2025 - 08:00
I tre sindaci del Delta del Po
“Un silenzio assordante da parte dell’azienda”. Ad evidenziarlo è il sindaco di Rosolina Michele Grossato intervenendo a proposito delle nuove rivendicazioni del territorio nei confronti di Adriatic Lng, in particolare dopo l’ultima uscita dei sindacati che giovedì hanno firmato un nuovo appello firmato con i tre segretari confederali provinciali, Pieralberto Colombo per la Cgil, Samuel Scavazzin per la Cisl e Gino Gregnanin per la Uil, rimarcando come “il rigassificatore al largo delle coste polesane ha registrato nel 2024, per il terzo anno consecutivo, un nuovo record operativo, immettendo in rete 8,7 miliardi di metri cubi, circa il 15% del fabbisogno nazionale di gas” e che “l’iter autorizzativo per l’incremento della capacità di rigassificazione del terminal è ormai nella fase conclusiva” chiedendo quindi “nuovi possibili ristori economici a favore del Polesine, che crediamo sarebbe giusto ottenere”.
“Mi sembra che le acque siano un po’ stagnanti - rimarca Grossato - abbiamo fatto una riunione a Venezia, sollecitata dalla Regione, e una in prefettura, su sollecitazione dei sindacati. Il grande assente è l’azienda. Io come sindaco di un Comune turistico non posso che evidenziare che il nuovo ampliamento di capacità porterebbe inevitabilmente con sé un aumento del traffico di navi al largo delle nostre spiagge e, di conseguenza, ritengo giusto e opportuno un riconoscimento per Comuni costieri, i primi in ‘trincea’, i primi a subire le ripercussioni. Sia chiaro, non metto minimamente in dubbio che l’ampliamento sia necessario e vada fatto. Stiamo parlando di un’opera strategica che va incentivata tanto più in una congiuntura come questa, nella quale è bene non essere legati a singoli fornitori di gas però teniamo conto che Rosolina mare e Albarella il rigassificatore ce l’hanno proprio davanti e che se quanto l’opera è stata realizzata le compensazioni sono state irrisorie, ora non è più tempo di saldi e vogliamo prezzi equi per un’opera strategica”.
Anche Thomas Giacon, vicesindaco e primo cittadino facente funzione di Porto Viro, non la tocca piano: “Il territorio ha dato tanto e non abbiamo mai avuto niente a parte pochi spiccioli. Non è che vogliamo che Adriatic Lng sia il nostro bancomat ma deve essere consapevole che un’opera impattante è stato accolto come da nessuna altra parte a basta vedere le proteste che si sono levate in altri territori per capire quanto il Polesine sia stato accondiscendente. Però non si deve nemmeno far finta di non vedere che questo è un territorio in sofferenza, sul quale si fanno ricadere ulteriori impatti ma senza che vengano dati i giusti riconoscimenti economici. Da una capacità massima autorizzata di 8 miliardi di metri cubi siamo passati a 9 e, l’anno scorso, a 9,6. Il territorio è rimasto in silenzio. Ora si vuole arrivare a 10,4 miliardi. Questo significa l’aumento nel giro di pochi anni del 30%, che significa un maggior impatto, basti pensare solo all’amento del numero di navi che attraccheranno, con tutto quello che comporta. Ma non siamo disposti a fare altri sconti, a fronte di un impatto che è anche paesaggistico, con quello che comporta per le nostre spiagge, senza contare le ripercussioni sulla pesca, settore in questo momento particolarmente sofferente. A distanza di anni è non solo giusto, ma doveroso, rivedere il tema delle compensazioni per un territorio che deve avere qualcosa in cambio degli sforzi continui che gli vengono chiesti”.
Per il sindaco di Porto Tolle Roberto Pizzoli, assessore provinciale alla pesca, “il tema parte da lontano, così come le responsabilità politiche: in questo caso è vero che il rigassificatore va ad ampliare la produzione ma non a modificare l’opera iniziale. Perché era sicuramente opportuno riuscire a portare a casa qualcosa in più allora. Tuttavia, c’è già un tavolo aperto a Venezia e dobbiamo ringraziare il mondo della pesca e l’assessore Cristiano Corazzari. Anche come Provincia da un po’ abbiamo avviato un percorso di confronto con Adriatic Lng. E anche i sindacati giustamente fanno la loro parte. Tuttavia, l’unico tavolo nel quale si è parlato di compensazioni è quello in Regione”.
“Il rigassificatore Adriatic Lng rappresenta sicuramente un impianto strategico a livello nazionale, ma non possiamo non farci portavoce delle richieste dei sindacati confederali che necessitano di ristori a fronte delle perdite che l’aumento di capacità comporterà. È necessario trovare un giusto equilibrio tra gli interessi in gioco, un equilibrio che contempli anche la delicatezza dell’ecosistema polesano”. Questo il commento del consigliere regionale Laura Cestari, che aggiunge: “Già a gennaio, dopo l’incontro in prefettura, l’assessore regionale alla Pesca e al Territorio Cristiano Corazzari aveva espresso la necessità di trovare un giusto accordo fra le parti in causa. La rilevanza del rigassificatore, che da solo nel 2024 ha coperto il 15% del fabbisogno nazionale di gas, è indubbia, ma la pesca, l’acquacoltura, il turismo e le altre attività legate a questo contesto ambientale sono essenziali per il nostro territorio, e meritano di ottenere la giusta compensazione. Come Regione, continueremo ad impegnarci affinché si trovi un accordo tra le parti”.
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