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Spese per il Natale, ancora polemica

L’ex assessore: “Errore in buona fede perché le somme erano inserite in capitoli di spesa di altri settori”

Spese per il Natale, ancora polemica

Mancano meno di 40 giorni a Pasqua ma a palazzo Nodari continua a tenere banco il Natale in città. O meglio: le spese sostenute dal Comune per realizzare il nutrito programma di eventi e iniziative andate in scena in centro e nelle frazioni nell’arco di tutte le festività natalizie. Perché un conteggio terminato giovedì dagli uffici ha evidenziato una cifra diversa da quella indicata, sempre dal Comune, nei giorni scorsi. In poche parole, secondo le ultime somme, l’amministrazione comunale avrebbe sostenuto spese per 370mila euro.

Il dato è complessivo e comprende sia le somme concesse a titolo di contributo ai partner dell’organizzazione (Cofipo, Pro loco Rovigl, Pro loco Borsea e Confesercenti) sia le spese dirette del Comune. La cifra è lontana da quella indicata in un comunicato stampa del Comune risalente allo scorso 27 febbraio nel quale a dare i numeri era l’allora assessore ad eventi e manifestazioni Matteo Zangirolami, revocato solo pochi giorni dopo, il 3 marzo.

Zangirolami, oggi candidato al congresso comunale di Fratelli d’Italia, aveva sostenuto: “Il budget complessivo era di 316.461,60 euro, di questi 296.461,60 provenienti da fondi di bilancio e 20mila euro da contributi della Camera di commercio Venezia Rovigo. Il totale delle spese sostenute è stato di 295.375,24, con un risparmio di 21.086,36 euro”. I conteggi appena messi a punto dagli uffici, invece, sostengono che a quanto deliberato dall’amministrazione, ovvero 265mila euro dell’avanzo siano stati aggiunti ulteriori fondi fino ad arrivare ai 316mila citati anche da Zangirolami. Questi non solo sarebbero stati spesi tutti ma ci sarebbero da aggiungere ulteriori 50mila euro per ulteriori spese. Dunque, per le casse municipali la spesa complessiva si aggirerebbe intorno ai 370mila euro, euro più euro meno.

L’ex assessore però interviene per fornire dei chiarimenti. “Quando ho fatto mandare il comunicato - esordisce Zangirolami - mi sono basato sui numeri forniti dagli uffici. Successivamente, gli uffici si sono accorti delle discrepanze dovute ad un errore banale. Ovvero: non sono state contemplate due voci di spesa che erano inserite in capitoli di bilancio di altri settori, ovvero la cultura e i lavori pubblici. Le spese in questione sono parte delle spese per la Siae e una parte di spese per la fornitura energetica delle luminarie. Entrambe le voci erano presenti nella rendicontazione ma in maniera non completa”. A questo punto, Zangirolami rimarca: “E’ un errore fatto in buona fede perché le cifre erano inserite in capitoli di spesa di altri settori. Però la sostanza non cambia, perché comunque non c’è stato uno sforamento rispetto al budget e comunque c’è stato un avanzo seppure inferiore di quello di 20mila euro dichiarato inizialmente. Altra cosa importante, come già spiegato, è che il meccanismo delle spese sostenute avviene o tramite delibera di giunta o tramite determine dirigenziali. Le spese inserite in delibera sono contributi a enti terzi per l’organizzazione degli eventi. Le delibere devono avere il parere tecnico positivo degli uffici e tutte le delibere di spesa devono avere il parere contabile della Ragioneria oltre al visto del segretario generale. Le delibere in questo caso sono state tutte votate all’unanimità dei presenti compreso il sindaco. Al momento dell’approvazione, gli uffici erogano una prima tranche del contributo all’ente e, al momento della rendicontazione, provvedono al saldo. Il pagamento delle spese artistiche dei gruppi è in capo alla Pro loco che ha contabilmente la copertura ma, evidentemente, non ha liquidità in cassa fino a che non viene liquidato il saldo del contributo. Ma è tutto coperto e verrà pagato con i tempi della pubblica amministrazione”.

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