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“Nuovo dirigente e nuovi affidamenti"

Per risollevare e rilanciare As2

“Nuovo dirigente e nuovi affidamenti"

Il Cda di AS2 guarda al futuro con fiducia, nonostante numeri di bilancio che evidenziano per la prima volta una perdita per l’azienda di servizi. Tre le linee di intervento nuovo dirigente; nuovi affidamenti dai soci attuali; benefici economici da potenziali nuovi ingressi nella compagine societaria.

Riguardo al nuovo dirigente, i componenti del cda, formato dalla presidente Maria Cristina Assennato, la vicepresidente Stefania Tescaroli e Mauro Rossin, spiega che “si va ad occupare una casella rimasta vuota nell’ultimo anno e mezzo. Questa nuova figura lavorerà per obiettivi e risultati e il suo ingresso in azienda è atteso a giorni”.

L’inserimento del dirigente va a braccetto con la questione affidamenti, secondo punto del progetto: “Appare urgente mettere in sicurezza quelli in scadenza al prossimo 31 dicembre e trovare altri e nuovi contratti di medio e lungo periodo, con l’obiettivo di ripianare il ‘rosso’ e di rilanciare la società. In questa direzione si inserisce il terzo punto, cioè la ricerca di nuovi innesti nella compagine societaria, con contatti già avviati da tempo con importanti realtà territoriali e non. Sullo sfondo c’è anche la partita che si gioca sul personale: l’azienda dialoga da tempo con i sindacati al fine di valutare e individuare tutte le soluzioni possibili; in proposito martedì 18 marzo è già fissato un nuovo incontro in prefettura. Se la situazione del 2024, presentata recentemente ai soci, risulta sotto controllo, l’azione di rilancio appare improcrastinabile per garantire sia il futuro dei circa quaranta dipendenti sia per assicurare continuità nei servizi erogati”.

La presidente Maria Cristina Assennato, a nome dell’intero cda, commenta: “Ci sentiamo fiduciosi di poter rassicurare sulla tenuta della società dove alcuni settori restano un fiore all’occhiello, penso alla progettazione e ai servizi alla polizia locale. La perdita, una novità assoluta per quest’azienda, è figlia di una situazione ereditata dal passato che si spiega con l’impasse cui siamo stati costretti, causa il riconoscimento tardivo dell’inhouse e con il fatto che Ecoambiente ha deciso di internalizzare il servizio relativo alla Tari. Ora confidiamo che i soci facciano la loro parte con nuovi affidamenti e conferme”.

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