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Politica
16.03.2025 - 06:00
Immagine del progetto dell’impianto di Sarzano
Impianto di Ecoambiente a Sarzano, esplode lo scontro fra sindaci. In parte erano già emerse le divisioni circa la possibilità di continuare a credere nel progetto per la realizzazione di un impianto di digestione e compostaggio dei rifiuti organici con produzione di biometano e compost.
Ora alcuni sindaci dell’area di centrosinistra, ed altri amministratori intervengono con una lunga nota in cui si dichiarano favorevoli e criticano la lettera che era stata scritta dal sindaco di Rovigo, Valeria Cittadin, in cui emergeva la sua contrarietà all’impianto. Criticano poi le ultime decisioni del Consiglio di bacino e il ricorso ad una consulenza per il piano del progetto di Ecoambiente.
I sindaci Fra i firmatari i sindaci di Pontecchio, Bosaro, Papozze, San Martino di Venezze, Castelguglielmo, Gaiba, San Bellino, Castelnuovo Bariano, Villanova Marchesana, Bagnolo di Po.
Ecco allora che i sindaci del centrosinistra hanno scritto a tutti gli amministratori locali polesani “per sgombrare il campo - scrivono - da distorsioni della realtà e interpretazioni pretestuose che potrebbero condurre ad azioni e decisioni gravi e cariche di conseguenze per l’intera collettività polesana, che non sono e non potranno mai essere di esclusiva competenza del sindaco di Rovigo, che pur rappresentando la quota di maggioranza di Ecoambiente non rappresenta la maggioranza nelle assemblee del Consiglio di bacino e di controllo analogo della società”.
L’impianto I sindaci poi spiegano che il progetto ‘impianto di Ecoambiente’ per il recupero dei rifiuti organici di origine urbana e del verde in modalità anaerobica, ha beneficiato di un contributo pubblico, con fondi Pnrr di 11,9 milioni di euro (1 milione già erogato). Obiettivi del progetto sono: “garantire la chiusura dei cicli integrati di rifiuto organico in ambito locale; un rafforzamento patrimoniale di 20.000.000 di euro della società Ecoambiente; perseguire l’obiettivo strategico di autosufficienza territoriale; pieno controllo della filiera; invarianza nel tempo delle tariffe di conferimento; indipendenza dalle fluttuazioni del mercato; sinergie col polo impiantistico vicino (il separatore di Sarzano)”. Precisano poi che “il contributo riconosciuto coprirà oltre il 60% dell’investimento che, ammonterà all’incirca a 20 milioni di euro”. I sindaci aggiungono che grazie al progetto al Polesine sono stati destinati altri 10 milioni di euro “per la realizzazione o manutenzione di 9 ecocentri a Rovigo, Adria, Rosolina, Castelnovo Bariano, Trecenta, Crespino, Polesella, Villadose, Castelguglielmo ed isole ecologiche innovative a Rovigo. Inoltre l’avvio della tariffazione puntuale”. Per l’ottenimento dei contributi, Ecoambiente “aveva presentato al ministero tutta la documentazione richiesta, aggiornata in seguito ad ulteriore richiesta della provincia di Rovigo con riferimento all’anno 2024”.
Critiche alla Cittadin I sindaci allora si interrogano sul “motivo per cui il sindaco di Rovigo, nella lettera del 10 febbraio faccia continuo riferimento ai livelli tariffari relativi all’anno 2020, per compararli con i costi tariffari ad oggi sostenuti dalla società e presi correttamente a riferimento dai tecnici di Ecoambiente. Nella lettera il sindaco sostiene che il nuovo impianto genererebbe una tariffa industriale pari a 110 euro a tonnellata, molto più alta dei 20-40 euro a tonnellata rinvenibili oggi sul mercato. Affermazione priva di fondamento, se non fuorviante e falsa. Oggi Ecoambiente paga per trattamento del Forsu e trasporto, un totale tariffario di 59,5 euro a tonnellata”.
Insomma un giudizio duro sulle dichiarazioni di Valeria Cittadin per la quale usano anche il termine “arrogante”. Secondo il centrosinistra, quindi “il piano economico finanziario di Ecoambiente dimostra che si potrebbe trattare la Forsu in proprio ad una tariffa media annua di 48,3 euro a tonnellata, con risparmi ed una auspicabile ricaduta positiva anche sulla costruzione delle tariffe all’utenza che possiamo ragionevolmente ipotizzare. E comunque con un netto miglioramento dei risultati economici della società e una sua importante patrimonializzazione. Al contrario, l’appalto in scadenza (il 30 giugno 2026), se rinnovato, per rinuncia alla realizzazione dell’impianto da parte della politica locale, vincolerebbe alla volubilità e ai rischi tariffari del mercato Ecoambiente per 9 anni, con possibili ricadute negative sui risultati economici futuri e sulle conseguenti tariffe per l’utenza”. Per i sindaci del centrosinistra “sono inaccettabili le decisioni del Comitato di bacino del 6 febbraio e la lettera del sindaco di Rovigo del 10 febbraio”. E definiscono “offensiva e pregiudizievole la decisione che disconosce il lavoro e la professionalità dei tecnici e lo stesso operato del consiglio di amministrazione di Ecoambiente. Consiglio nel quale l’amministratore delegato è espressione del sindaco di Rovigo”.
E ancora: “Disconoscendo anche la decisione del Comitato di bacino, il sindaco di Rovigo, senza consultare gli altri sindaci della provincia, ribadisce la sfiducia in Ecoambiente chiedendo però, sorprendentemente, a Ecoambiente di individuare la società terza e super partes”. Per i sindaci “sembra di essere in un film, se non fosse che da tutto ciò si ricava un senso di sconforto e preoccupazione, con il sindaco di Rovigo che si erge a censore e decisore senza passare attraverso le decisioni delle assemblee dei sindaci”. E ancora si chiedono: “Qual è il vero obiettivo dell’amministrazione comunale di Rovigo? Quello di agevolare e contribuire alla realizzazione di un’opera strategica o disconoscerne le finalità e le utilità? Assistiamo ad una stucchevole e ingiustificabile perdita di tempo, addirittura chiedendo a terzi ulteriori analisi e asseverazioni non necessarie”.
Lo scontro Per il centrosinistra “la politica deve pretendere, che l’opera venga realizzata nei tempi stabiliti. Ed infine chiediamo anche che il sindaco di Rovigo eviti le sue uscite pubbliche allo scopo di gettare fumo negli occhi ai cittadini, contrapponendo l’impianto di Sarzano (privato) per la produzione di biometano con l’impianto di Ecoambiente (pubblico) che serve al completamento del ciclo dei rifiuti”. E infine la dichiarazione di guerra: “Noi firmatari non avvalleremo mai la decisione di non realizzare l’impianto e di perdere 12 milioni di euro e ci faremo parte attiva affinché i nostri concittadini siano pienamente informati sulla vicenda”.
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