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Industria, le previsioni sono al ribasso

Congiuntura sfavorevole per il territorio polesano, e anche la fiducia delle imprese vacilla.

Industria, le previsioni sono al ribasso

Se anche il proverbiale ottimismo di chi fa impresa vacilla, non c’è da stare troppo sereni. E, per il mese di marzo, gli imprenditori polesani stimano un numero di assunzioni pari a 1.590, che non sembrano poche, ma sono in realtà 110 in meno rispetto alle previsioni del marzo di un anno fa, con un calo dunque di oltre il 6%. Il tutto mentre, invece, su scala nazionale le entrate previste dalle imprese a marzo salgono a 456mila con un +1,9% rispetto a 12 mesi fa, anche se è tutto il Veneto a mostrare un rallentamento con una previsione di 44mila assunzioni, 810 in meno rispetto a un anno fa.

Fra l’altro, se su scala nazionale si prevede di avere difficoltà nel trovare il 48,2% dei profili richiesti, e in Veneto nel 52,9% in Veneto, in Polesine la stima delle difficoltà di reperimento sale al 57% dei casi, che arriva al 67,4% per i profili di aree tecniche e della progettazione. E, per una quota pari al 18%, le imprese prevedono di assumere personale immigrato.

Nel 22% dei casi, le entrate previste dalle imprese polesane saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 78% saranno a termine, ovvero a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita.

Per quanto riguarda le aree di impiego, i nuovi lavoratori ipotizzati si concentreranno per il 58% nel settore dei servizi, circa 920 con una flessione di circa 40 unità rispetto al marzo 2024, e il 42% nell’industria, 670, con una flessione di ben 80 assunzioni previste rispetto a un anno fa.

Il panorama si fa tuttavia meno cupo se si guarda alle intenzioni di assunzione nel trimestre, ovvero fino a maggio, con gli ingressi stimati a quota 5.030, appena 50 in meno rispetto a quella che era stata la previsione del trimestre marzo-maggio dello scorso anno. In questo caso, però, la flessione si concentra unicamente nell’industria, con un calo di 110 unità, un calo sensibile che la dice lunga sullo stato di salute del manifatturiero polesano, anche se la congiuntura non è favorevole tendenzialmente in nessuna provincia, viste anche le flessioni del metalmeccanico. Il settore dei servizi, invece, nel trimestre dovrebbe addirittura guadagnare occupati rispetto allo stesso periodo di un anno fa, 40 in più secondo le previsioni. A livello veneto la previsione complessiva per il trimestre non è particolarmente rosea, con 1.100 assunzioni in meno.

Tornando al Polesine, delle 1.590 assunzioni ipotizzate a marzo, ma solo da una quota ristretta pari al 17% del totale delle imprese, 220 posti saranno appannaggio del settore del commercio, che dovrebbe arrivare a 700 nuovi contratti nel trimestre, seguito dalle costruzioni nelle quali si prevedono 210 assunti a marzo e 620 fino a maggio, poi ci sono i 180 contratti previsti nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone, con un’ipotesi di 500 ingressi nel trimestre, poi appaiati con 170 assunzioni nel mese, 170, i servizi alle persone e i servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici, anche se i secondi dovrebbero avere un numero più alto di ingressi a fine trimestre, visto anche l’avvicinarsi della stagione estiva, 710 rispetto a 630. Fra l’altro, oltre una su quattro, il 28, interesseranno giovani con meno di 30 anni.

Ma quali sono i profili professionali più richiesti in Polesine? Nel 41% operai specializzati e conduttori di impianti, nel 21% di casi professioni commerciali e dei servizi, nel 20% profili “generici”, nel 13% dirigenti, specialisti e tecnici e nel 5% impiegati. Non a caso, solo l’8% delle entrate previste sarà riservato a personale laureato.

Va ricordato che nel corso del 2024 sono state complessivamente 41.535 le assunzioni in Polesine, con un saldo occupazionale, cioè al netto delle cessazioni, pari a 1.485 posti. E ben 1.070 sono stati i contratti a tempo indeterminato. Guardando al dettaglio per settore, nell’agricoltura le assunzioni sono state 9.005, con un saldo di 825 contratti in più, ma una flessione di -45 contratti a tempo indeterminato; i servizi hanno fatto la parte del leone, con 23.415 assunzioni, 5.060 nella logistica e 5.540 nel commercio, e un saldo occupazionale di 775 contratti, con gli assunti a tempo indeterminato che sono cresciuti di ben 840 unità; nell’industria sono invece emerse le sofferenze, con 9.110 assunzioni e un saldo occupazionale di -115 contratti, anche se quelli a tempo indeterminato sono aumentati di 275. In particolare, è stato il metalmeccanico a pagare il dazio più pesante, con un saldo occupazionale di ben 200 contratti in meno ma anche tessile e calzature hanno avuto cali sensibili, -145 e -60.

Guardando ai dati nazionali che emergono dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in crescita le previsioni di entrata nei settori dei servizi (+3,8% nel mese e +4,8% nel trimestre), grazie in particolare agli andamenti attesi da turismo (+14,5% nel mese e +12,7% nel trimestre) e servizi operativi (+9,3% nel mese e +10,2% nel trimestre). Positivi i flussi programmati dalle imprese delle costruzioni (+1,2% rispetto a marzo 2024) anche se va segnalata una leggera flessione rispetto al corrispondente trimestre (-0,5%). Indicazioni più incerte provengono, infine, dalle imprese manifatturiere che a marzo segnalano una contrazione delle entrate (-4,2% nel mese e –3,4% nel trimestre). L’industria nel suo complesso è alla ricerca di circa 132mila lavoratori per il mese di marzo che salgono a quasi 387mila nel trimestre marzo-maggio. Per il manifatturiero, che è alla ricerca di quasi 82mila lavoratori nel mese e 241mila nel trimestre, le maggiori opportunità di lavoro riguardano le industrie della meccatronica che ricercano oltre 20mila lavoratori nel mese e 58mila nel trimestre, seguite dalle industrie metallurgiche (16mila nel mese e 44mila nel trimestre) e da quelle alimentari (quasi 13mila nel mese e 40mila nel trimestre).

Si mantiene elevata anche la richiesta proveniente dal comparto delle costruzioni: 50mila i contratti di assunzione programmati per marzo e 146mila fino a maggio. Per quanto riguarda i settori del terziario sono più di 324mila i contratti di lavoro che le imprese intendono attivare a marzo e oltre 1 milione quelli previsti nel trimestre marzo-maggio.

A offrire le maggiori opportunità di impiego nei servizi è il turismo con oltre 93mila lavoratori ricercati nel mese e quasi 337mila nel trimestre, seguito dal commercio (68mila entrate programmate nel mese e 204mila nel trimestre) e dai servizi alle persone (50mila nel mese e 157mila nel trimestre).

Tra i profili di più difficile reperimento, il Borsino delle professioni segnala per le professioni intellettuali gli ingegneri (63,1%) e gli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni (56,2%). Tra i tecnici si registrano elevati livelli di mismatch per i tecnici della gestione dei processi produttivi (68,2%), per i tecnici in campo ingegneristico (66,2%) e per i tecnici della distribuzione commerciale (64,3%). Quasi introvabili sono i fabbri ferrai costruttori di utensili (75,7%), i fonditori e saldatori (75,6%) e i meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (73,7%).

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