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Il Veneto prova a cambiare marcia

La fotografia della situazione

Il Veneto prova a cambiare marcia

Il lavoro, in Veneto, prova ad invertire la tendenza. Nei primi due mesi del 2025 il bilancio del mercato del lavoro dipendente privato è stato positivo per più 10.800 posizioni di lavoro, risultato sostanzialmente in linea con quello dell'anno precedente. Lo affermano i numeri dell'osservatorio regionale “La Bussola”, aggiornati ad inizio marzo. Un dato che resta distante, tuttavia, dalle performance particolarmente elevate, legate all'espansione dei contratti a tempo indeterminato, che avevano caratterizzato l'inizio sia del 2023 che del 2019 (entrambi con un saldo positivo pari a circa +12.500 unità).

In Polesine, si registra un incremento di 772 posti di lavoro tra gennaio e febbraio, un anno fa c’era stato un incremento di 1.o71 posti di lavoro.

Nel periodo cala lievemente sia il volume delle assunzioni, sia quello delle cessazioni (per entrambi -1% sul 2024), riduzioni che si concentrano nel mese di febbraio, durante il quale si registra un calo del -4% per le nuove attivazioni e del -9% per le conclusioni contrattuali. A trainare l'andamento del bimestre è il bilancio di febbraio (dopo il saldo negativo registrato nel mese di gennaio), pari a +11.900 unità, più favorevole anche rispetto allo stesso mese del 2024 (+10.400). Dal punto di vista contrattuale, nel primo bimestre del 2025 il bilancio relativo al tempo indeterminato è positivo (+9.500) e superiore a quello dell'analogo periodo del 2024 (+7.600) a seguito dell'aumento degli ingressi tramite trasformazione/qualificazione (+12%).

L’assessore regionale al lavoro, Valeria Mantovan, dichiara che “i dati sull’occupazione in Veneto relativi ai primi due mesi del 2025 confermano un saldo positivo nelle posizioni di lavoro dipendente privato, a dimostrazione della solidità e della capacità di reazione del nostro sistema produttivo, nonostante il contesto economico ancora incerto. A febbraio il saldo occupazionale è tornato positivo in tutti i principali settori produttivi. Il comparto industriale ha registrato una nuova crescita delle posizioni di lavoro, trainata dalle costruzioni e dalla performance positiva del metalmeccanico. Per quanto riguarda il Made in Italy, invece, si conferma la contrazione nel tessile-abbigliamento. Sul fronte dei servizi, la domanda di lavoro è ripartita anche nel settore turistico”.

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