Cerca

porto viro

“La banda è come un ponte”

Domani la grande festa per i 30 anni del "nuovo" Comune

“La banda è come un ponte”

Domani è il grande giorno del compleanno di Porto Viro, con l’intera giornata di festeggiamenti. E, come sempre nei momenti importanti della vita cittadina, in prima fila, a dare il proprio contributo, ci sarà anche la Banda musicale di Porto Viro. Ormai una vera e propria istituzione cittadina, che ha da poco superato il traguardo dei vent’anni di attività. Un’attività che affonda le radici nel passato ma guarda avanti, con una importante funzione socioculturale. Una realtà che ha una trentina di componenti, con uno zoccolo duro di una quindicina di elementi, e che ha attorno a sé un gruppo “degno di nota”.

Come spiega Michele Valeriani presidente dell’Associazione Istituzione Banda musicale cittadina di Porto Viro, “la nostra banda è nata ormai vent’anni fa su iniziativa dei soci fondatori Doriano Mancin, ex sindaco, e Girolamo Astolfi primo presidente purtroppo venuto a mancare, per portare avanti la tradizione bandistica. In passato ce n’erano diverse, adesso poche: in tutto il Polesine credo ce ne siano cinque. Eppure si tratta di qualcosa di importante, molto più di una semplice tradizione".

"Perché la banda rappresenta un punto di raccordo fra un passato consolidato e le nuove generazioni. Proprio questo ruolo di ponte fra giovani e meno giovani, di momento unificante fra persone con più di 70 anni e ragazzi delle scuole medie, che insieme condividono una passione per la musica, ritengo sia il più alto valore, trasformando la banda in un collante sociale fra varie generazioni. E’ proprio una prerogativa delle bande cittadine, diverse dalle bande professionali o da quelle delle Forza Armate, come la Fanfara dei Bersaglieri, che sarà comunque presente, formata da persone con una formazione particolare. La banda cittadina si avvale per lo più della collaborazione di volontaria, di pensionati e giovani la banda cittadina si avvale per lo più collaborazione volontaria di pensionati appassionati giovani appassionati. E giovanissimi che frequentano la nostra scuola”.

Sì, perché se Valeriani è presidente dell’associazione, con un ruolo “amministrativo” e il maestro Paolo Sottovia si occupa del fondamentale ruolo della direzione artistica, oltre che della direzione in prima persona delle esecuzioni nelle varie ricorrenze, curando il repertorio e la preparazione, c’è un terzo pilastro, che è, appunto, quello della scuola di musica bandistica: “E’ rivolta in particolare ai giovani ma accettiamo tutti, non c’è problema: serve proprio per dare le basi. Partiamo dal solfeggio e dai primi approcci fino al perfezionamento dei vari strumenti come i fiati, dalla tromba al clarinetto. Cerchiamo di attirare i giovani grazie a un prezzo simbolico, che sostanzialmente è solo il rimborso delle spese di assicurazione. Così riusciamo a far accedere tutti”.

Un tempo però, la “musica” era diversa: “La banda – nota Valeriani - era un po’ quello che sono i social oggi, un modo per mettersi in mostra, sia a livello paesano che in altre realtà vicine, per farsi conoscere e conoscere altre persone. Era un orgoglio, un motivo di vanto rappresentare la propria realtà. Ma lo è ancora è che perché tutto funzioni servono i giovani. Sia per portare avanti la tradizione, sia per poter raggiungere davvero l’obiettivo profondo, quello sociale, oltre che culturale, di questa realtà”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400