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“Per amare l’uso delle parole”

Sul palco del Don Gino Tosi salirà la sociolinguista Vera Gheno, autrice del libro “Grammamanti”

“Per amare l’uso delle parole”

Terzo appuntamento a Occhiobello all’interno della rassegna “Incontri con l’autore”, organizzata dalla Provincia di Rovigo in collaborazione con Fondazione Aida, sabato 29 marzo, sul palco del teatro parrocchiale “don Gino Tosi” salirà Vera Gheno, autrice del libro “Grammamanti”, uscito lo scorso anno per Einaudi.

La sociolinguista, docente all’Università di Firenze, affronta con rigore scientifico, ma anche con disincanto, la lingua che cambia, riflettendo sulla centralità del linguaggio nella vita delle persone. L’evoluzione del linguaggio, il rapporto con le parole che può essere sentita come una relazione d’amore, l’importanza delle parole, fondamentali nella comprensione di se stessi e degli altri, anche perché, quando le parole mancano, ciascuno di noi è preso da angoscia, frustrazione, sofferenza.

“Grammamanti” quindi libro da leggere e da ascoltare al teatro parrocchiale di Santa Maria Maddalena. “Grammamanti” sono tutti coloro che accettano serenamente che la lingua possa cambiare e con l’attenzione necessaria si impegnano ad implementare le proprie conoscenze, anche nei confronti di altri idiomi. Vera Gheno contrappone a questi i “Grammarnazi”, quelli che, di contro, hanno con la lingua una relazione di possesso, chiusura e contrasto al cambiamento a cui bisogna ubbidire quasi in atteggiamento religioso.

“Grammamare - secondo Vera Gheno - significa amare l’uso delle parole, e ricorda anche la figura del rabdomante: le parole preziose sono intorno a te, hanno un’energia particolare, e sceglierle significa non solo riconoscerle, ma anche essere in grado di stupirsene e di liberare il loro potenziale trasformativo e narrativo. E come scriveva Eugenio Montale, ‘le parole sono di tutti, e non si celano nei dizionari’”. L’incontro con Vera Gheno è l’ultimo dei tre appuntamenti della rassegna Incontri con l’autore a Occhiobello che ha visto protagonisti, nelle settimane precedenti, Beatrice Salvioni, autrice de “La Malacarne” e il giornalista reporter di guerra Toni Capuozzo.

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