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Il ricordo indelebile di Beppe Osti

La sala mediateca della Casa dello Sport è stata intitolata allo storico presidente del Coni

Il ricordo indelebile di Beppe Osti

Il ricordo indelebile di Giuseppe Osti. Si è svolta la cerimonia di intitolazione della sala mediateca della Casa dello Sport a Giuseppe Osti, storico presidente del Coni di Rovigo, all’indomani del giorno del suo compleanno. La location è la stessa che nel 1998, grazie a un’idea di Beppe Osti e alla fondamentale collaborazione con Francesco Canella, fondatore dei Supermercati Alì.

Dal 1998, e fino al settembre del 2024, il palazzo delle Federazioni ha accolto 15 federazioni sportive, poi, a settembre del 2024, complici tagli operati da Coni e Sport e Salute, il palazzo delle Federazioni Sportive chiude i battenti. Quindi, non volendosi dare per vinti il presidente provinciale del Csi Giovanni Cattozzi, il presidente provinciale della Federciclismo Mirvano Mazzetto e l’ex presidente provinciale Fipav e già segretario al Coni di Beppe Osti, Natascia Vianello, si sono mossi trovando la giusta sensibilità nella famiglia Canella che ha rimesso a nuovo per quella che ora si chiama Casa dello Sport.

Ed ecco così l’intitolazione della sala mediateca a Giuseppe Osti con la benedizione del vescovo di Rovigo Pierantonio Pavanello. Tra le autorità convenute il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin presente con l’assessore allo Sport Andrea Bimbatti, il presidente della Provincia di Rovigo Enrico Ferrarese, l’assessore regionale Veneto Valeria Mantovan e monsignor Guido Lucchiari già assistente spirituale del Coni Rovigo. Presenti soprattutto la vedova di Beppe Osti, la signora Anna Lena e la figlia Maria Elena.

Nel parterre presenti molti presidenti di federazioni sportivi e di enti di promozione oltre a persone che con Beppe Osti hanno condiviso pezzi della propria vita insieme. Come l’ex sindaco di Rovigo Fausto Merchiori. A fare gli onori di casa Giovanni Cattozzi. Nei vari interventi tutti hanno ricordato nelle mille e più sfaccettature la figura di Beppe Osti convenendo tutti come fosse una persona che sapeva leggere avanti proponendo cose alla quale altri ci sono arrivati negli anni successivi copiandone l’idea. Un Beppe Osti che è stato dipinto non solo come uomo di sport ma anche come insegnante e nella sua doppia veste; aveva l’idea comune di insegnare come lo sport sia veicolo di valori e come da esso si impara a vincere ma anche a perdere. Un Beppe Osti che come unico desiderio, quando tornava a casa e si confidava con la moglie e la figlia, era quello di essere ricordato come persona che ha saputo lasciare il segno. E si può dire che con l’intitolazione alla sua persona della sala mediateca della Casa dello Sport da lassù ora Beppe Osti può sorridere.

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