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CULTURA

Magistrati, giustizia e riforma

All’Arci occasione per riflettere

Magistrati, giustizia e riforma

 Il circolo culturale Arci “2 giugno 1946” organizza un incontro dal titolo “La riforma della giustizia, aspetti e criticità”, che si svolgerà nella sala. Cavazzini del Centro polifunzionale di piazza Tien An Men 1 mercoledì pomeriggio alle 18.

Sarà presente l’avvocato Giampaolo Schiesaro, già magistrato ordinario (pretore e procuratore della Repubblica) e avvocato dello Stato emerito, iscritto all’ordine degli avvocati di Rovigo e presidente di sezione della Corte di giustizia tributaria della provincia di Venezia.

Schiesaro nella sua carriera ha istruito numerosi procedimenti penali per rilevanti vicende di inquinamento ambientale interessanti il settore delle acque, dei rifiuti, dell’aria e del rumore. Tra tutti devono essere particolarmente menzionati l'inquinamento del bacino del Fratta-Gorzone, l’inquinamento del fiume Adige e degli acquedotti dallo stesso alimentati, nonché l’inquinamento idrico del Po provocato dall’ex centrale di Polesine Camerini. Come avvocato dello Stato ha curato, tra gli altri, procedimenti rilevanti quali la messa in sicurezza del sito di interesse nazionale di Porto Marghera, portando allo Stato ingenti somme. E’ stato così fermato il degrado ambientale della laguna di Venezia, per oltre un secolo contaminata dai veleni sversati dalle industrie ubicate a Porto Marghera e le bonifiche sono divenute tecnicamente realizzabili ed economicamente convenienti.

All’incontro di mercoledì parlerà di quella che - secondo gli organizzatori - “chiamano ‘separazione delle carriere’ ma è una riforma della magistratura che non prevede una semplice separazione delle carriere: è uno strappo - argomentano - un taglio nella Carta costituzionale voluta e ideata per garantire i diritti della persona, di qualunque persona, dagli eccessi del potere, di qualsiasi potere. E’ in questa direzione che la Costituzione affida la tutela dei diritti ai magistrati, giudici e pubblici ministeri, indipendenti e autonomi ed organizzati in un ordine, unico, indipendente e autonomo. La riforma - la posizione espressa dagli organizzatori - disgrega la magistratura pensata dal costituente antifascista e rende più fragile ciascuno di noi. Scinde e svuota l’autogoverno, il Csm, chiamato proprio a garantirne quell’autonomia e quell’indipendenza e, al contempo, fonda il ‘quarto potere’ dell’accusa costituito da una manciata di potenti pubblici ministeri guidati, se andrà male, da pochi di loro e, se andrà peggio, dai partiti che di volta in volta guideranno l’esecutivo”.

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