VOCE
AMBIENTE
26.03.2025 - 22:00
L’ultima parola sull’impianto per la produzione di biometano progettato da Ecoambiente a Sarzano arriverà lunedì. Il 31 marzo, infatti, è atteso l’esito della commissione Via provinciale che dovrà pronunciarsi esprimendo un sì o un no al progetto per il quale la società di proprietà di tutti i Comuni polesani titolare del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ha presentato alla Provincia nell’aprile 2024 la relativa richiesta di avvio dell’iter autorizzatorio.
Il progetto in questione, vale la pena ricordarlo, è destinatario di un finanziamento Pnrr che sfiora i 12 milioni di euro per un investimento complessivo di 20 milioni. Risorse che serviranno per realizzare un impianto al centro di un vivace dibattito tra i diversi schieramenti politici. La centrale, se così la si vuole definire, funzionerebbe alimentandosi a Forsu, frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Dunque con l’umido e con gli sfalci del verde prodotti dagli utenti polesani.
Da una parte ci sono i sindaci di centrodestra, a cominciare dal sindaco del capoluogo Valeria Cittadin, che con il suo 51% di quote è anche il maggiore socio di Ecoambiente, che hanno espresso forti dubbi sul futuro dell’impianto contestando all’ex sindaco Edoardo Gaffeo, di centrosinistra, i ritardi che hanno segnato l’iter verso l’approvazione. Nel mezzo del fuoco incrociato della politica provinciale, c’è Ecoambiente con il proprio progetto dalla potenzialità di 50mila tonnellate di rifiuto all’anno inserito nel piano industriale quarantennale della società come tassello fondamentale per chiudere il ciclo integrato dei rifiuti della provincia in un’ottica di economia circolare e pure in chiave di riduzione delle tariffe a carico dei cittadini.
Ecoambiente fino ad oggi è rimasta in attesa che la commissione Via provinciale, espletati tutti i vari passaggi (dalla domanda di avvio dell’iter del 17 aprile 2024 fino alla comunicazione avvio del procedimento del 25 settembre 2024 passando per l’avvio dell’iter del 14 maggio 2024, due richieste di integrazioni documentali rispettivamente il 26 giugno e l’1 luglio 2024 e la presentazione del progetto ai cittadini il 9 ottobre 2024 a Sarzano) prendesse una decisione.
D’altra parte la commissione Via, che è tenuta a fornire una valutazione d’impatto ambientale, ossia una stima preventiva degli effetti che una data opera può avere nell'ambiente, non è un organismo politico. Al contrario, è un organismo tecnico che svolge le proprie valutazioni in modo del tutto indipendente e autonomo. E guai se così non fosse. Sotto il profilo tecnico e logistico, l’impianto per la produzione di biometano va ad inserirsi nel già esistente polo integrato di trattamento dei rifiuti di Sarzano tramite la creazione di ulteriori spazi per i processi di lavorazione dei rifiuti. Su un’area complessiva di 70mila metri quadri, 46mila saranno quelli di nuova acquisizione. E come evidenziato dai vertici di Ecoambiente, non verranno conferiti e trattati rifiuti provenienti da altre province: la potenzialità complessiva dell’impianto è di 110mila tonnellate l’anno di rifiuti trattati riciclati o avviati a riciclo con produzione diretta di biometano, compost misto e verde, biomassa, solfato d’ammonio e macero di carta. Il tonnellaggio è quello previsto già dall’autorizzazione dell’impianto esistente.
Tra i nuovi capannoni che verranno allestiti troveranno spazio una zona di ricezione e pretrattamento verde, una di compostaggio, ricezione e pretrattamento Forsu, insieme a una nuova entrata. In aggiunta, sono calcolati nuovi posti di lavoro per la quota totale di 26 addetti a tempo pieno impiegati nel polo.
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