I botti di Capodanno non sono solo un fastidio: possono diventare una condanna a morte. A essere colpiti non sono soltanto gli uccelli selvatici, ma anche animali domestici e da compagnia, cani e gatti in primis, che reagiscono al rumore con panico, fuga incontrollata, traumi e, nei casi più gravi, arresti cardiaci. L’allarme arriva dalla Lipu BirdLife Italy, che chiede di abbandonare l’uso dei fuochi d’artificio rumorosi o di limitarsi a quelli solo luminosi.
"Gli animali, domestici e non domestici, vivono i botti come un evento improvviso e incomprensibile, che scatena paura estrema", spiegano dall’associazione. Se per cani e gatti il rischio è quello di fughe, smarrimenti, incidenti stradali e shock, per la fauna selvatica il quadro è ancora più drammatico. In particolare, gli uccelli – sempre più presenti in aree urbane e peri-urbane – sono costretti a fuggire nel buio, abbandonando i siti di rifugio proprio nel periodo più critico dell’anno.
"Il pensiero va agli uccelli selvatici che, a causa della banalizzazione del territorio, dell’agricoltura intensiva e della scarsità di cibo, trovano rifugio vicino alle nostre case", sottolinea la Lipu. In inverno, con temperature rigide e poche risorse alimentari, lo sparo dei botti li spaventa al punto da farli volare per chilometri senza orientamento, spesso di notte.
Gli effetti fisici dello stress sono devastanti. "Sotto choc, con battito cardiaco accelerato, pressione sanguigna elevata e un forte carico ormonale, gli animali disperdono energie che difficilmente riescono a recuperare", spiegano gli esperti. Questo, unito al freddo, può portare all’ipotermia e alla morte, soprattutto per gli uccelli più piccoli.
Ma non è tutto. "Nel panico, gli animali vagano senza meta e possono urtare contro veicoli, abitazioni, cavi elettrici, tralicci, reti metalliche e vetrate", avverte la Lipu. Le morti indirette causate dai fuochi d’artificio sono considerate rilevanti, anche se mancano dati ufficiali. Molti animali, feriti o tramortiti, restano per giorni senza alimentarsi, aumentando drasticamente il rischio di esiti letali.
A peggiorare il quadro contribuisce anche la stagione venatoria ancora aperta. Animali debilitati e disorientati diventano prede facili, accelerando un processo di impoverimento della biodiversità già in atto. "I botti rappresentano un elemento non trascurabile nella sommatoria di attività che portano alla morte delle specie", ribadisce l’associazione.
L’appello finale è netto: "Chiediamo l’abbandono di una pratica, seppur tradizionale, per proteggere la fauna e gli animali che condividono con noi le città". Festeggiare è possibile anche senza rumore: perché mentre qualcuno si diverte, qualcun altro paga con la vita.