VOCE
CRONACA
07.01.2026 - 20:30
Non è stato un allarme né una sirena a spezzare il silenzio dell’alba nei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma l’abbaiare insistente di un cane. È così che una famiglia si è salvata da un incendio scoppiato nella mattinata di martedì 6 gennaio in un appartamento al piano terra di vico Campanile, all’incrocio con via Francesco Girardi. Rocky, un piccolo pinscher, è stato il primo ad accorgersi del fumo che stava invadendo la casa e il palazzo, svegliando i padroni e permettendo loro di mettersi in salvo prima che la situazione degenerasse. Il bilancio finale parla di 20 persone intossicate, ma nessun ferito grave, grazie a un intervento tempestivo.
Il rogo partito da una stanza
L’incendio si è sviluppato in una delle stanze dell’abitazione. Prima ancora che le fiamme fossero visibili, una densa nube nera ha saturato rapidamente l’appartamento e l’intero edificio. È stato in quel momento che il comportamento del cane si è rivelato decisivo. Antonio De Blasio, 63 anni, proprietario di casa, ha raccontato gli attimi concitati: "La nube sembrava provenire dalla stanzetta in fondo ai locali, che comunica con il bagno e lo stanzino. Non sono riuscito a entrare perché l’aria era irrespirabile". L’uomo è riuscito a fuggire insieme alla moglie e al figlio di 19 anni. Nell’abitazione non si trovavano, per puro caso, l’altra figlia Emma e il nipote minorenne, che avrebbero dovuto dormire proprio nella stanza da cui sarebbe partito il rogo. "Ci siamo salvati per miracolo, probabilmente saremmo morti sia io che mio figlio", ha raccontato la donna.
L’ipotesi del cortocircuito
Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento. Gli investigatori stanno analizzando la fase iniziale del rogo, caratterizzata da una lunga presenza di fumo prima dell’esplosione delle fiamme. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un cortocircuito, ma al momento non ci sono conferme ufficiali. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati per oltre due ore nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. L’appartamento è stato posto sotto sequestro per consentire le verifiche.
I soccorsi e i controlli in ospedale
Le prime cure sono state prestate direttamente sul luogo dell’incendio dal personale del 118, ma molti degli intossicati sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini per ulteriori accertamenti. Quindici delle persone coinvolte appartengono alle forze dell’ordine, intervenute per gestire l’emergenza. «Nonostante l’iperafflusso di questi giorni, con circa 800 accessi negli ultimi tre giorni, siamo riusciti a dimettere tutti i pazienti nel giro di tre ore», ha spiegato Emilio Bellinfante, primario del pronto soccorso. Alla fine, fortunatamente, nessuno è rimasto gravemente ferito.
Una notte che poteva trasformarsi in tragedia e che invece si è conclusa senza vittime grazie all’istinto di un cane, diventato l’eroe silenzioso di una famiglia e di un intero palazzo.
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