VOCE
CRONACA
07.01.2026 - 20:00
Il nuovo studio epidemiologico triennale sui PFAS, affidato dalla Istituto Superiore di Sanità su incarico della Regione Veneto, riaccende l’attenzione sulla tutela sanitaria anche al di fuori della cosiddetta “zona rossa”. Tra i territori coinvolti torna al centro del dibattito Vicenza, per la quale viene chiesta l’estensione degli screening sanitari gratuiti.
A sollevare il tema è Raffaele Colombara, consigliere comunale, che ha presentato un’interpellanza rivolta all’assessore all’Ambiente chiedendo un intervento concreto dell’amministrazione comunale. L’obiettivo è sollecitare la Regione affinché lo studio dell’ISS sia accompagnato da controlli sanitari individuali gratuiti anche per i cittadini vicentini.
Lo studio regionale, che amplia l’analisi oltre i confini dell’area inizialmente individuata come maggiormente contaminata, punta a valutare l’esposizione cumulativa nel tempo alle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). Un ampliamento considerato positivo, ma non sufficiente. Secondo Colombara, infatti, l’indagine epidemiologica deve essere affiancata da strumenti operativi capaci di produrre effetti concreti sulla salute pubblica.
Nell’interpellanza viene sottolineato come lo screening individuale rappresenti un passaggio essenziale non solo per misurare i livelli di contaminazione nel sangue, ma anche per ricostruire la storia sanitaria delle persone, individuare eventuali fattori di rischio e orientare i successivi controlli clinici. Senza dati individuali, viene evidenziato, anche gli studi su larga scala rischiano di restare confinati a un piano puramente statistico, senza ricadute reali per i cittadini.
Il documento chiede quindi se il Comune di Vicenza intenda farsi promotore presso la Regione Veneto dell’estensione gratuita degli esami PFAS anche al territorio vicentino, oggi escluso dai programmi di screening sistematico, nonostante una prolungata esposizione ambientale segnalata nel corso degli anni. La richiesta di gratuità degli esami non è nuova, ma viene ora rilanciata alla luce del nuovo studio affidato all’ISS.
Un ulteriore punto riguarda il ruolo del Comune e dell’Osservatorio Ambientale PFAS. Colombara chiede chiarimenti su come questi strumenti verranno utilizzati affinché l’indagine epidemiologica non resti isolata, ma si inserisca in un percorso strutturato di informazione, monitoraggio continuo e condivisione trasparente dei dati con la cittadinanza.
Il tema della contaminazione da PFAS, conclude l’interpellanza, non può essere affrontato solo sul piano scientifico, ma richiede scelte politiche e sanitarie chiare, capaci di garantire prevenzione, tutela della salute e pari diritti ai cittadini anche al di fuori della zona ufficialmente riconosciuta come contaminata.
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